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Francia, la mozzarella vende più del camembert

Prima volta storica in Francia: le vendite della mozzarella battono quelle del camembert. Le vendite oltralpe superano le 30mila tonnellate.

Secondo il quotidiano francese Le Figaro, per la prima volta in Francia i consumi di mozzarella hanno superato quelli del camembert. Uno smacco forse, ma anche una dimostrazione di un forte legame con il paese d’oltralpe. La notizia è stata diffusa con orgoglio anche dal Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Dop.

Francia, per la prima volta la mozzarella batte il camembert

Per la prima volta in assoluto in Francia la mozzarella batte il camembert. Secondo i dati raccolti dall’inizio dell’anno all’11 settembre, le vendite della mozzarella, sia vaccina che di bufala, sarebbero state maggiori di quelle dell’iconico formaggio francese. Si registrano, infatti 29.230 tonnellate di camembert vendute contro le ben 33.170 tonnellate di mozzarella. Lo riporta Lo Figaro, il più longevo quotidiano francese. Secondo il giornale “si mangia camembert nei ristoranti o durante i pasti casalinghi più tradizionali, mentre la mozzarella sta bene in molti piatti facili da fare e più trendy”.

Consorzio Tutela Bufala: “Orgogliosi del risultato”

Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Dop, è particolarmente fiero di questo risultato. “Proprio da una recente indagine di Nomisma commissionata dal Consorzio di Tutela” –segnala il direttore– “emerge che il 70% dei francesi tra i 18 e i 65 anni hanno consumato almeno una volta nell’ultimo anno la Bufala Campana Dop, un dato che ci rende orgogliosi di questo prodotto e ci sprona a farlo conoscere sempre di più Oltralpe”.

Fabrice Collier, presidente del sindacato dei produttori di Camembert, ha commentato: Mai come oggi le specialità culinarie italiane sono state apprezzate nel mondo, in particolare, in Francia. La curva delle vendite di camembert, in calo regolare del 3% all’anno, è passata al di sotto delle vendite di mozzarelle che conosce, da parte sua, una crescita annuale del 5%”.