Epatite acuta nei bambini: perché si parla di lockdown e mascherine?

Epatite acuta nei bambini, l'ultima ipotesi degli esperti lega l'ondata a lockdown e mascherine: perché? Ecco spiegata la nuova teoria.

Epatite acuta nei bambiniperché si parla di lockdown? Ancora senza spiegazione l’improvvisa epidemia che ha colpito 108 bambini in Gran Bretagna. Le ultime ipotesi dei medici collegano i nuovi casi di epatite a mascherine e lockdown: come mai?

Epatite acuta nei bambini, è ipotesi lockdown: perché?

L’ondata di epatite acuta nei bambini in Gran Bretagna è tuttora un mistero per i medici. Sono arrivati a 108 i casi nel Regno Unito, con 8 bambini costretti ad un trapianto di fegato.

Sono stati segnalati alcuni casi anche in altri paesi europei. L’Italia ha cominciato un indagine in tutti i centri pediatrici epidemiologici. Secondo i dati raccolti finora, questa grave forma di epatite colpisce i bambini d’età inferiore ai cinque anni, anche se vi sono stati casi che hanno coinvolto anche bambini di 12 e 13 anni. Le infezioni non sembrano essere legate a nessuno dei virus o delle normali cause d’epatite conosciute.

Secondo l’ultima ipotesi degli esperti, per il momento ancora non provata, questa epidemia di epatite potrebbe essere stata causata indirettamente dal lockdown e dalle mascherine: perché?

L’ipotesi adenovirus: difese immunitarie più basse contro i virus comuni

Secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, la UKHSA, i casi di epatite potrebbero essere stati causati dagli adenovirus, una famiglia di virus comuni che di solito si limitano a provocare lievi raffreddori, vomito e diarrea.

Il 77% dei pazienti affetti dalla nuova epatite, infatti, è risultata positiva ad un adenovirus.

La teoria dell’Agenzia sostiene che le restrizioni e l’isolamento possano avere influito sullo sviluppo delle difese immunitarie dei bambini. Il lockdown ha protetto i bambini dal coronavirus, ma ha anche provocato una scarsa esposizione ai virus e infezioni più comuni. Questo avrebbe portato ad un indebolimento delle difese immunitarie dei più piccoli. Di conseguenza, i bambini risulterebbero più vulnerabili agli adenovirus e a conseguenze mediche più gravi del solito.

Graham Cooke, esperto di malattie infettive dell’Imperial College di Londra, ha commentato l’ondata di casi di epatite. “Se l’epatite fosse una conseguenza del Covid” -afferma il medico- “Sarebbe sorprendente non vederla distribuita più ampiamente in tutto il Paese data l’elevata prevalenza del coronavirus al momento”. Cooke ha definito la teoria che collega l’ondata al lockdown come “speculativa ma possibile”. In ogni caso, si tratta per il momento di una semplice teoria, e i medici sono ancora al lavoro per determinarne la veridicità.

L’OMS ha affermato che è necessaria un’analisi genetica dell’adenovirus per stabilire eventuali connessioni tra i casi. Non si tratta, inoltre, dell’unica pista seguita dagli esperti: sono in corso test per stabilire un’eventuale legame tra i casi di epatite a sostanze chimiche o tossine.