Elly Schlein contro il governo Meloni: i suoi obiettivi per dirigere il Partito Democratico

Elly Schlein ha annunciato anche i suoi obiettivi se dovesse arrivare alla direzione del Pd. Poi, non è mancato un attacco alle destre.

Elly Schlein ha lanciato un duro attacco al governo della Meloni durante il suo annuncio alla candidatura della segreteria del Partito Democratico. Inoltre, la deputata dem ha voluto anche sviscerare quelli che saranno i suoi obiettivi all’eventuale direzione del Pd.

Elly Schlein contro il governo Meloni

Elly Schlein durante l’annuncio della sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, ha sferrato un attacco al governo di Giorgia Meloni. “Il governo Meloni si è insediato da poco e ha già mostrato il volto della peggiore ideologia di destra di questo Paese”, ha attaccato poi Schlein. “Non tutte le leadership femminili sono femministe, non ce ne facciamo niente di una premier donna che non aiuta le altre donne, che non ne difende i diritti. Nella Manovra si restringe Opzione donna e si differenziano le donne sulla base dei figli”. “La visione del futuro che parte da noi parte da tre sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà. Le destre non ne parlano, è come se vivessero in un altro Paese”, ha attaccato ancora Schlein.

I suoi obiettivi per dirigere il Partito Democratico

La deputata dopo il suo annuncio, ha voluto anche evidenziare i suoi obiettivi all’eventuale guida del Pd:  “Vogliamo far partire un percorso collettivo plurale che porti un contributo alla costruzione di un nuovo Pd. Non siamo qui per far partire una resa dei conti identitaria, ma per far partire un nuovo partito e salvaguardare il suo pluralismo”.

Schlein ha parlato anche di sanità, dicendo che bisogna “difendere” quella “pubblica universalistica dagli attacchi di chi vuole privatizzare”. Poi ha ricordato che “il lavoro deve tornare a essere un tema centrale per il Pd. Per farlo non basta dirlo, bisogna capire come migliorarlo”. Poi, ha aggiunto: “Il disegno di Calderoli sull’Autonomia differenziata affonda le radici nel progetto leghista di secessione, va rigettato”. Poi ha aggiunto: “Basta ai condoni, basta a chi guarda solo al ritorno elettorale a breve termine e non pensa alle conseguenze”.

Una battuta anche per un ex del Pd: “A Renzi va il merito di aver spinto me e tanti altri fuori dal Pd con una gestione arrogante e incapace di fare sintesi delle diversità e dopo aver umiliato chiunque avesse un’idea diversa – ha detto poi la deputata dem – Ha lasciato macerie e se n’è andato a fare altro”.