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Doc – Nelle tue mani: storia vera dietro la serie tv

Ecco la storia vera che ha ispirato la serie tv Rai Doc - Nelle tue mani. È la vita di Pierdante Piccioni, narrata nel libro Meno Dodici.

Doc – Nelle tue mani è tratta da una storia vera? La storia dell’apprezzato medical drama di Rai 1, con protagonista Luca Argentero, pare sia ispirata alla vita di un medico italiano. Scopriamo insieme chi è.

Doc – Nelle tue mani, la storia vera che ha ispirato la serie TV

Nel 2022 arriva su Rai 1 la seconda stagione di Doc – Nelle tue mani, medical drama diretto da Jan Maria Michelini Ciro Visco, con protagonista Luca Argentero.

L’apprezzatissima fiction racconta la storia di Andrea Fanti, primario al Policlinico Ambrosiano a Milano, un medico brillante ma freddo e distante con i suoi pazienti. A causa di un trauma cerebrale, Fanti perde la memoria e per la prima volta dopo tanto tempo si ritrova nei panni di un semplice paziente. Privato dei suoi ricordi, delle sue competenze e dei suoi affetti, si ritrova costretto a ricominciare da capo, sia in ospedale che nel privato.

La storia vera di Pierdante Piccioni

La trama di Doc – Nelle tue mani è ispirata alla storia vera di Pierdante Piccioni, raccontata nella biografia Meno dodici. Nato a Levata di Grontardo il 30 Agosto 1959, Piccioni era un medico molto noto che ha lavorato in moltissimi ospedali del Nord Italia. Nel 2013, a causa di un incidente stradale, il medico finisce in coma. Al suo risveglio, scopre di aver subito una grave perdita di memoria: non ricorda nulla degli ultimi 12 anni della sua vita.

L’ultimo ricordo che ha lo vede intento ad accompagnare a scuola suo figlio di otto anni, con i dolci per festeggiare il suo compleanno. Piccioni se lo ritrova davanti adulto, insieme al fratello grande che ricorda tredicenne e fatica ad accettare il cambiamento. È anche costretto a rivivere il dolore per la morte della madre, deceduta tre anni prima. Solo con il supporto di amici e parenti è riuscito pian piano a ricostruire i suoi ricordi, che non gli sono mai tornati del tutto.

Oggi, dopo anni di impegno e di studio, è tornato a lavorare come medico e ha dato il suo contributo anche durante la pandemia.