Decreto carburanti: Mattarella firma, obbligo di esporre il prezzo medio

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto carburanti, che garantirà maggior chiarezza sui prezzi della benzina.

Nelle ultime ore il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto carburanti, che garantirà maggior chiarezza sui prezzi della benzina, argomento su cui si discute ogni giorno. Il costo medio del carburante verrà così reso pubblico sul sito del ministero delle Imprese e su quello del made in Italy, dividendolo per regione.

Una manovra che mira a risolvere – e appianare – la situazione legata al caro benzina e alle diverse polemiche che ci sono stati negli ultimi giorni.

Matterella firma il decreto carburanti: novità e sanzioni

Con la firma del decreto carburanti, Mattarella ha come obiettivo quello di tutelare i consumatori ma anche gli stessi lavoratori (e gestori), così da trovare un compromesso. Tra le novità che avranno validità fin da subito c’è quello che obbliga tutti i benzinai ad esporre un cartello con il prezzo medio del carburante. In tutto ci vorrà un mese per far sì che i gestori delle stazioni di servizio applichino questa procedura, sia in città che in autostrada.

Non mancheranno le sanzioni per coloro che non rispetteranno le norme. Di fatto, tutti coloro che non adempieranno al proprio dovere riceveranno una multa che andrà da un minimo di 500 euro ad un massimo di 6000 euro, così da punire i “trasgressori”. Al raggiungimento della terza violazione, si potrà anche agire con la chiusura temporanea dell’attività, come si evince dal decreto:

“Dopo la terza violazione può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni”.

Costo benzina

A ciò si aggiunge un maggior controllo da parte della Guardia di Finanza, che dovrà controllare che tutto venga rispettato.

Altri punti: il bonus trasporti

Oltre al rinnovo dei buoni benzina da 200 euro, è stato inserito nuovamente il bonus trasporti da 60 euro. A differenza dell’ultima volta, lo potrà richiedere (e ottenere) soltanto chi ha un ISEE inferiore a 20.000 euro (anziché 35.000), da utilizzare per l’abbonamento per il trasporto pubblico, che sia ferroviario o locale.

Il buono è nominato e non può essere ceduto; è valido dunque per la persona che ne fa richiesta, il cosiddetto beneficiario.