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Spot Parmigiano Reggiano, Renatino fa infuriare i social: ecco perché

Spot Parmigiano Reggiano preso di mira e riempito di critiche così da costringere il Consorzio a modificare la pubblicità

Spot Parmigiano Reggiano: insulti e critiche alla pubblicità diretta da Poalo Genovese sul formaggio. Criticato soprattutto un passaggio ma anche l’attore Stefano Fresi, protagonista dello spot, è stato preso di mira. Convocato un Cda urgente.

Spot parmigiano reggiano: insulti e critiche

Diversi gli insulti allo spot Parmigiano Reggiano: «Glorificazione dello sfruttamento», «vergogna», «messaggio stacanovista e classista», «schiavismo in salsa emiliana».

Nello spot c’è un passaggio in particolare che è stato evidenziato dalla critica: “Nel Parmigiano Reggiano c’è solo latte, sale e caglio.

Nient’altro. Nel siero ci sono i batteri lattici. L’unico additivo è Renatino, che lavora qui da quando aveva 18 anni, tutti i giorni. 365 giorni l’anno”. E ancora: Ma davvero lavori 365 giorni l’anno e sei felice?” chiede stupita una ragazza e lo stesso Renatino risponde: “Sì”. Ecco, quei trenta secondi di spot, diretto dal regista Paolo Genovese, sono bastati a scatenare una bufera sui social, dove molti utenti accusano Parmigiano Reggiano di sfruttare i lavoratori: lavorare 365 giorni l’anno ed essere pure felici, per la precisione.

Stefano Fresi preso di mira e spot cambiato

Nello spot appare anche l’attore Stefano Fresi, che spiega il lavoro di Renatino e lo presenta ad un gruppo di giovani che rimangono colpiti proprio dalla dedizione totale al lavoro del dipendente. Proprio l’attore poi è stato preso di mira dal web e riempito di critiche ed insulti.

Per rispondere Stefano Fresi, su Instagram, ha pubblicato un lungo video messaggio per rispondere, «alla quantità di messaggi e insulti» che gli sono arrivati dopo la messa in onda dello spot.

«È una pubblicità, un’opera di finzione – dice Fresi – e quando `Renatino´, che non si chiama così nella vita, racconta di essere felice di non andare a Parigi e di non vedere mai il mare perché lavora 365 giorni al Parmigiano Reggiano, è una cosa che serve allo sceneggiatore per magnificare il prodotto». Quindi, si chiede Fresi, «perché reagire in questo modo ad una opera di finzione? Si può dire che è brutta, che è bella, ma non farne una lotta di classe, di politica, di diritto del lavoro, di sfruttamento dei lavoratori, perché non è un documentario, è una finzione.

Non credo siano stati fatti dei torti ai lavoratori facendo questo spot pubblicitario», conclude l’attore.

Di seguito il Consorzio Parmigiano Reggiano, alla fine, è stato costretto a modificare e tagliare la pubblicità. «Nei giorni scorsi, uno degli spot della nuova campagna del Consorzio del Parmigiano Reggiano è stato al centro di una discussione animata che non ci ha lasciato indifferenti. Ci dispiace se la volontà di sottolineare la passione dei nostri casari è stata letta con un messaggio differente – ha spiegato Carlo Mangini, direttore comunicazione, marketing e sviluppo commerciale del Consorzio – che non abbiamo avuto la sensibilità di rilevare e che, grazie al dibattito accesosi in rete, raccogliamo con grande rispetto.

Questa la ragione che ci conduce a modificare lievemente la pianificazione della campagna, potendo intervenire sul quarto spot apportando alcune modifiche che accoglieranno quanto emerso».

Convocato un Cda urgente

Alle ore 10 di venerdì 3 dicembre, il Consorzio del Parmigiano Reggiano avrebbe convocato un Cda urgente a tema “Renatino”. Dopo le accuse e gli insulti ma soprattutto il dietrofront sullo spot la discussione interna al Consorzio è fondamentale per capire cosa è successo ma anche i possibili danni di immagine rispetto agli obiettivi iniziali di marketing.