Croazia nell’Euro e nell’area Schengen: cosa cambia per l’Italia?

La Croazia adotta ufficialmente l'Euro ed entra nell'area Schengen a partire dal 1 gennaio 2023: cosa cambia adesso per l'Italia?

La Croazia adotta l’Euro ed entra nell’area Schengen: cosa cambia per l’Italia? A dieci anni dal suo ingresso, il più giovane stato membro dell’Unione Europea passa alla moneta unica. Von Der Leyen: “Anno nuovo è il momento di nuovi inizi”.

Croazia entra nell’Euro e in Schengen: ecco cosa cambia per l’Italia

Con il nuovo anno, si apre una nuova fase importante per l’Unione Europea e soprattutto per la Croazia. Il 1 gennaio 2023 segna l’adozione dell’Euro e l’entrata nell’area Schengen per il paese balcanico. La piena integrazione nell’eurozona della Croazia si conclude a dieci anni dal suo ingresso nell’Unione. È il 20esimo paese dell’UE ad aderire alla moneta unica, dopo l’Estonia nel 2011, la Lettonia nel 2014 e Lituania nel 2015, e il 27esimo in cui d’ora in poi si potrà viaggiare liberamente senza controlli. Per le prime due settimane avranno corso legale nel paese sia l’Euro che la kuna croata, il cui tasso di conversione è stato fissato a 7,53450 per 1 euro. A partire dal 15 gennaio, si potrà ricorrere solo alla moneta unica.

La notizia è stata accolta dalle congratulazioni di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, che ha commentato questa data storica al confine tra Croazia e Slovenia: “L’anno nuovo è un momento di nuovi inizi, e oggi non c’è posto migliore in Europa per celebrarlo, come giorno di festa e di orgoglio per i croati, ma anche per tutti i cittadini dell’Europa”. Complimenti anche dal Presidente della Repubblica italiana Sergio MattarellaOggi la Croazia entra nello spazio Schengen e nell’Eurozona. Un risultato importante per il progetto europeo e per il popolo croato, a cui faccio i miei migliori auguri. Spero che presto altri Paesi raggiungano lo stesso obiettivo, a beneficio di tutta “.

Le conseguenze per l’Italia: viaggi più facili per i turisti, più problemi migratori

Si tratta di una buona notizia anche per i turisti italiani, che potranno ora visitare il paese con più facilità e senza il bisogno di fare cambi di valuta. È stop alle file in aeroporti, porti e dogana per i controlli. Sarà inoltre più semplice trasferirsi per lavorare e vivere in Croazia. Questo cambiamento non viene senza alcune problematiche. Con ogni probabilità l’ingresso della Croazia nell’area Schengen porterà ad una maggiore pressione migratoria dai Balcani.

In particolare preoccupa il confine con la Serbia, a causa dei diversi accordi di liberalizzazione dei visti tra Belgrado e una moltitudine di paesi. Questa situazione rende il paese una meta molto ambita per introdursi nell’Unione, anche irregolarmente. Per questo motivo è da tempo che l’Unione fa pressione sul paese per ridurre il numero di accordi. Tra i tanti paesi che hanno intese di questo tipo con la Serbia sono inclusi Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Bolivia, Cina, Cuba, Indonesia, Giamaica, Kirghizistan, Kuwait, Kazakistan, Mongolia, Oman, Qatar, Russia, Suriname e Turchia.