Chi è Roberto Marcato, volto della giunta Zaia che critica Salvini

Roberto Marcato, assessore allo sviluppo economico della giunta di Luca Zaia in Veneto, è un leghista di lunga data

Roberto Marcato, assessore allo sviluppo economico della giunta Zaia, è una delle colonne portanti della Lega in Veneto che, dopo la sconfitta elettorale alle politiche, chiede un cambio di passo a Matteo Salvini.

Chi è Roberto Marcato

Roberto Marcato, assessore allo sviluppo economico della giunta di Luca Zaia in Veneto, è un leghista di lunga data. Considerato una colonna portante della Lega in Veneto, è nato nel 1968 a Castelfranco Veneto. Prima di essere nominato come assessore in Veneto, è stato anche presidente del consiglio comunale di Padova durante il governo di Massimo Bitonci (ex sindaco di Padova).

Voce critica nella Lega, è considerato molto vicino al fondatore della Lega Nord Umberto Bossi. È membro della Liga Veneta dal 1992.

Il ruolo nella Giunta Zaia

In qualità di assessore allo sviluppo economico di Luca Zaia, Roberto Marcato è referente per materie importanti come artigianato, commercio, acque minerali e termali, piccole e medie imprese, industria, fiere e mercati, Distretti, Ricerca e Innovazione, Imprenditoria giovanile e femminile, Energia per tutte le filiere, Tutela consumatore, Sviluppo banda larga, Riconversione polo industriale di Marghera, Legge speciale per Venezia.

Le critiche a Matteo Salvini

A seguito della bruciante sconfitta della Lega alle elezioni politiche 2022, Roberto Marcato ha parlato in più occasioni della necessità di un cambio di passo nella Lega. “Serve un bagno di umiltà dopo il risultato, o ci scaveremo la fossa – ha commentato – in quanto siamo stati doppiati da Fratelli d’Italia e beffati dal Pd. Due anni fa, un veneto su due aveva votato per noi.

Effetto Zaia, ma non solo: io sono stato il candidato che ha ottenuto più preferenze in regione, pur figurando in lista Carroccio e non in quella del presidente. Com’è possibile aver dilapidato un patrimonio elettorale del genere? Senza i congressi, senza i luoghi della discussione, questo partito muore”.