Chi è Paola Taverna, senatrice M5S “contiana”: studi, carriera politica, lavoro

Paola Taverna è una senatrice, tra i volti più conosciuti del Movimento cinque stelle e fedelissima di Giuseppe Conte

Paola Taverna è una senatrice del M5s, al suo secondo mandato in parlamento, che ricopre attualmente la carica di vicepresidente del Movimento cinque stelle (assieme a Mario Turco, Michele Gubitosa, Alessandra Todde e Riccardo Ricciardi) e vicepresidente del Senato della Repubblica. 

Chi è Paola Taverna

Nata a Roma, Paola Taverna ha due sorelle ed è cresciuta nel quartiere di Torre Mura. Diplomata al perito aziendale, è corrispondente in lingue estere presso l’Istituto Pietro e Marie Curie.

Il suo percorso professionale la porta ad essere segretaria in uno studio legale per poi passare ad uno studio di arti grafiche. Dal 2000 al 2013, inoltre, lavora in un poliambulatorio di analisi cliniche.

All’età di 50 anni, nell’ottobre 2019, ha ottenuto la laurea triennale in scienze politiche all’Università degli Studi di Roma la Sapienza ottenendo una votazione di 108/110.

Vita privata: figli ed ex marito

Paola Taverna ha un figlio, Davide, nato nel, 2002. Si è sposata, e successivamente ha divorziato, con Maurizio Sirti.

Carriera politica

Paola Taverna è uno dei volti più conosciuti del Movimento cinque stelle a livello nazionale. Entrata nel Meetup Amici di Beppe Grillo nel 2005, nel 2009 entrerà nel Movimento cinque stelle e riesce subito a farsi apprezzare anche per il suo carisma romano. Eletta senatrice per il M5S nel 2013, è stata poi rieletta al Senato alle elezioni del 2018 ed eletta vicepresidente della camera alta.

Negli anni è stata particolarmente apprezzata dagli attivisti grillini per la sua spontaneità e intransigenza ed è particolarmente vicina all’ex premier Giuseppe Conte.

La crisi del Governo Draghi

Come vicepresidente del Movimento cinque stelle, e componente del Consiglio Nazionale del M5S stesso, Paola Taverna è tra le rappresentanti dell’ala più intransigente verso Mario Draghi. Si vocifera, infatti, che la sua opinione sia stata fondamentale per convincere Giuseppe Conte a non votare il dl aiuti del governo Draghi.

Azione, questa, che ha innescato una crisi di governo e ha spinto il premier Mario Draghi a consegnare al Quirinale le dimissioni (che i partiti lavorano per fare rientrare).