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Chi è Domenico Finiguerra, sindaco che sciopera contro il green pass

Chi è Domenico Finiguerra, il neo sindaco di Cassinetta di Lugagnano che ha scioperato contro il green pass.

Chi è Domenico Finiguerra, sindaco che sciopera contro il green pass. Appena rieletto sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Finiguerra ha dichiarato lo sciopero anti green pass. Pronta la replica di un medico.

Chi è Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta

Domenico Finiguerra, 49 anni, è nato a Milano dove si è diplomato in Comunicazioni Linguistiche presso l’ITSOS di Via Pace e poi laureato in Scienze Politiche all’Università Statale. Ha svolto il proprio servizio come obiettore di coscienza militare al centro Anfass.

Finiguerra è un funzionario amministrativo dal 1996. É stato Sindaco di Cassinetta di Lugagnano dal 2002 al 2012, facendolo eleggere “Comune Virtuoso” e uno dei “Borghi più Belli d’Italia”. Il Comune di Cassinetta di Lugagnano nel corso della sua sindacatura ha adottato il primo strumento urbanistico a “zero consumo di suolo”. Finiguerra è stato rieletto come sindaco di Cassinetta alle elezioni comunali del 2021.

Ha vinto il Premio Valsusa Filmfest nel 2009 per le nuove resistenze, il Premio Campione per l’Ambiente City Angels Provincia di Milano nel 2010, il Premio Nazionale Personaggio Ambiente nel 2011 delle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Il sindaco Finiguerra ha scritto e partecipato alla stesura di diversi libri. É autore insieme a Chiara Sasso, di “Il Suolo è dei nostri figli” e di “8 mq al secondo, salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento”. É coautore di “Rottama Italia”. É’ autore insieme al cantante Luca Bassanese e al regista Stefano Florio dello spettacolo: “ Un nuovo mondo è possibile”.

 

Domenico Finiguerra, sindaco che sciopera contro il green pass

Domenico Finiguerra in questi giorni è un sindaco molto discusso ma non per essere stato eletto. Finiguerra si è dichiarato, sui social, contro il green pass.

“IO OGGI SCIOPERO”: così inizia il suo post. “Da quando faccio politica, da trent’anni circa, mi sono sempre seduto dalla parte di chi è più debole, di chi ha meno diritti, di chi reclama diritti, di chi viene discriminato, per le proprie idee, per il proprio stato sociale, per il proprio orientamento sessuale, per il proprio colore della pelle, per la propria provenienza geografica, per le proprie condizioni fisiche o di salute”, ha scritto Finiguerra in un post su Facebook.  “Oggi sento e mi provocano un fastidio urticante sulla pelle le parole di chi detta legge e discrimina (in violazione della Costituzione ed in violazione dei Regolamenti Europei), pretende di avere ragione per diritto di maggioranza, forza comportamenti e scelte personali con mezzi ricattatori, umilia persone, talvolta con scherno, talvolta con atteggiamenti paternalistici, talvolta con pressione psicologica”.

Il sindaco di Cassinetta ha proseguito affermando che “quanto sta accadendo nel nostro paese (unico in Europa a pretendere il certificato verde per godere del diritto al lavoro), le modalità ed i sotterfugi con cui (per stessa ammissione della politica che decide) si sta introducendo l’obbligo ad un trattamento sanitario senza disposizione di legge discussa ed approvata dal Parlamento, la tendenza a dividere i cittadini, ad alimentare sentimenti di odio, ad escludere piuttosto che ad includere, è grave e va contrastata”.

La replica di un medico al sindaco no green passù

Pronta la risposta al sindaco Finiguerra di Alessandro Cavallotti, medico di base a Biella. “Un anno fa – ha risposto al sindaco – andavo in giro vestito come un palombaro a visitare i malati a casa, dai piani alti ci imploravano di evitare il più possibile l’ospedalizzazione perché i reparti erano stremati. Una casa di riposo delle mie parti è passata da trentasei a dieci ospiti in dieci giorni. Avevamo il coprifuoco serale e molte attività erano chiuse, per non parlare della scuola. Avevamo più di diecimila casi al giorno, decine e decine di morti quotidiani ed eravamo appena all’inizio della seconda ondata”.

“Oggi – ha proseguito il medico – le cose sono molto diverse. I contagi sono in salita ma senza i picchi dell’anno scorso, mentre ricoveri e decessi si mantengono stabili. Ci aspettiamo che l’ondata si riveli un’ondina. Le attività sono aperte, non mi risulta che ci siano fabbriche o scuole completamente chiuse per focolai e la gente ha ripreso una vita quasi normale. Non sta capitando per grazia ricevuta: sta capitando perché l’80% della popolazione è vaccinata”.

“Quindiha concluso il professionista nel suo commento di replica a Finiguerra – sentire parlare di Costituzione, di diritti dei deboli, di discriminazione in merito al green pass e alla protesta di una minoranza nel migliore dei casi disinformata, nel peggiore ignorante e avvelenatrice di pozzi (perché se non è chiara la regia politica di queste proteste le linko i gruppi Telegram che manovrano il tutto), mi fa letteralmente uscire di testa. Se lo fa una persona che negli anni ho imparato a stimare e rispettare, pur non condividendo ogni sua posizione, perdo davvero ogni fiducia in questo”.