Chi è Dalila Di Lazzaro: figlio, malattia, carriera, film

Dalila Di Lazzaro è una ex modella e attrice, nata il 29 gennaio 1953, che ha esordito da giovanissima nel mondo dello spettacolo

Dalila Di Lazzaro è una ex modella e attrice originaria di Udine, che ha preso parte a numerosi film.

Chi è Dalila Di Lazzaro

Dalila Di Lazzaro è una ex modella e attrice, nata il 29 gennaio 1953, che ha iniziato da giovanissima la carriera nel mondo dello spettacolo per mantenere il figlio Christian (nato quando lei era ancora minorenne). I primi passi li muove da indossatrice, poi è diventata anche stilista e si è fatta strada nel mondo della moda.

Nel 1972 ha debuttato al cinema nel film Si può fare… amigo, di Maurizio Lucidi con lo pseudonimo di Dalila Di Lamar ma ha preso parte a diversi cast anche in ruoli minori. Nel 1974 ha recitato in Il mostro è in tavola… barone Frankenstein, di Paul Morrissey.

Il dolore per la morte del figlio

Dalila Di Lazzaro ha dovuto affrontare nella sua vita un dolore molto grande, quello della morte di suo figlio.

Dopo quell’avvenimento, si è ritirata dal mondo dello spettacolo e attualmentelavora principalmente come scrittrice e come compositrice di canzoni.

Malattia

Dalila Di Lazzaro, in una intervista a Storie Italiane, ha rivelato di essere malata e di soffrire di dolori cronici che le hanno dato uno stop alla sua carriera. L’attrice, infatti, ha avuto un incidente che le ha cambiato la vita. “Ha rotto un momento magico della mia carriera – ha spiegato – tanto che causa di quell’incidente non ho più potuto lavorare.

Non sono arrivata a quarant’anni di lavoro ma se anche lo avessi fatto, pur avendo sempre versato, oggi non avrei una pensione dignitosa. Ho un dolore cronico. Ho speso più di 750mila euro per curarmi. Vorrei riconoscessero che il mio problema è grave. Anche se mi vedete così, io non posso muovermi. Durante l’incidente ho battuto la schiena e un pezzo di trapezio mi ha strappato dei tessuti nervosi dalla spina dorsale.

Soffro di un dolore cronico neuropatico, non posso muovermi come tutti voi. Posso fare due passi ma sempre con la morfina in tasca».