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Candida Auris, primo caso in un paziente a Pisa: come si prende e quali sono i sintomi

Candida Auris

Candida Auris, primo caso riscontrato in Toscana e subito isolato. Si tratta di un uomo che nei giorni scorsi ha accusato dei forti dolori e fastidi. Ecco quali sono i sintomi e come si prende il famoso fungo killer.

Candida Auris, primo caso in un paziente a Pisa

Primo caso isolato di Candida Auris riscontrato a Pisa. L’uomo che ha accusato i sintomi è originario di La Spezia ed è stato ricoverato all’ospedale di Cisanello. “L’infezione è sotto controllo e risponde ai farmaci, ma si trova in ospedale per altre patologie pregresse”, ha detto il direttore dell’Uo, il professor Marco Falcone.

 “L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lo ha individuato come minaccia globale perché invasivo e resistente a molti antifungini. Solo nel 10% vengono sviluppate infezioni gravi ma tra queste la mortalità è elevata. Ma abbiamo trovato una classe attiva di antifungini che funzionano”, ha continuato a La Nazione il professore. “Se dobbiamo allarmarci? No, c’è una terapia e sono state messe in campo tutte le azioni per limitarne la diffusione. In Liguria sono stati registrati molti casi di infezione da Candida auris e il paziente proviene da lì. Sembrerebbe un caso di importazione. Come si contrae? Per contatto diretto convivendo nello stesso ambiente”. E sui sintomi: “Interessa spesso pazienti già ospedalizzati, i sintomi potrebbero non essere subito evidenti. Ma, in generale, si manifesta con infezioni”.

Come si prende e quali sono i sintomi

Scoperto per la prima volta in Giappone poco più di 10 anni fa, il candida auris è noto ai più come il “fungo killer“. Si tratta di un fungo particolarmente pericoloso per l’uomo che determina diverse forme di candidosi. È un patogeno caratterizzato da alta contagiositàforte resistenza agli antimicotici e agli antibiotici comuni, oltre che da un elevato tasso di mortalità, superiore al 50%. Il CDC, il Centro del Controllo delle Malattie infettive, prende molto sul serio la sua pericolosità e lo considera una seria minaccia per la salute globale. Non è ancora nota l’origine del candida auris: una delle ipotesi più accreditate è che sia una conseguenza dell’abuso di terapie antibiotiche e antimicotiche, che avrebbero favorito l’evoluzione di un ceppo super-resistente.

“I sintomi dell’infezione sono piuttosto generici e includono dolori muscolari, difficoltà a deglutire, febbre, affaticamento e bruciori. La presenza del patogeno può essere stabilita solo attraverso specifiche analisi microbiologiche”, ha dichiarato a Rainews  Sandro Panese, direttore delle Malattie infettive dell’Ulss 3 Serenissima del Veneto. “Candida auris può infettare per contatto con superfici infette o con altre persone che hanno già contratto l’infezione– spiega Panese-. Inoltre, questo lievito è in grado di generare un biofilm capace di resistere ai più comuni disinfettanti e prodotti detergenti usati in ambiente ospedaliero, inclusi perossido di idrogeno e clorexidina, oltre che ovviamente a quelli tipicamente a uso domestico. Il che significa, in sostanza, che una volta che il fungo ha colonizzato un’area ospedaliera (o eventualmente una casa privata) diventa particolarmente complesso da eradicare completamente”.

 

 

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