Baiardo su Matteo Messina Denaro avverte Giletti e annuncia che il boss è vicino alla morte

Baiardo su Matteo Messina Denaro ha tanto da dire. Nell'ultima puntata di "Non è l'arena", ha fatto altre rivelazioni a Giletti.

Baiardo è stato ancora una volta di Giletti su La 7 per parlare di Matteo Messina Denaro. La puntata è andata in onda domenica sera 23 gennaio ed oggi alcune parole dell’ex fedelissimo del boss, da poco catturato, rimangono e fanno riflettere.

Baiardo su Matteo Messina Denaro avverte Giletti

Salvatore Baiardo domenica 22 gennaio è tornato a Non è l’Arena ospite in studio di Massimo Giletti, su La7.  L’ex fedelissimo di Matteo Messina Denaro aveva fatto delle rivelazioni lo scorso novembre proprio sull’arresto del boss che poi c’è stato, come lui aveva preannunciato.  “Ai dubbi e agli interrogativi si deve sempre dare risposta. La storia delle catture di grandi boss – ha detto Giletti – negli anni ha sempre poi raccontato verità nascoste. Penso solo a quella di Totò Riina. Intanto c’è chi cerca di sporcare la qualità di Baiardo: molti colleghi, anche quelli più attenti e presenti per quanto concerne il sistema mafioso, dicono che Baiardo non è credibile e questo non è vero, oppure è parzialmente vero”.

A fine puntata, Baiardo si lascia andare a un avvertimento per il conduttore:  “Lei fa del buon giornalismo, lo dico senza essere ruffiano. Ma sta rischiando parecchio. Rischiando a 360 gradi”. “Cosa vuol dire?”, chiede allora Giletti. “Non solo a livello mafia”, è la risposta di Baiardo.

Il boss è vicino alla morte

Baiardo, durante la puntata del programma di Giletti, ha dichiarato anche che il boss Messina Denaro è vicino alla morte. “Penso non ne abbia per molto, altrimenti non succedeva quanto è successo, almeno questo presumo”.

Poi, Baiardo ha detto la sua sull’’agenda rossa di Paolo Borsellino: “Il passaggio di mano dell’agenda rossa l’ho visto nel ’92-93. Ho visto dei fogli che la riproducevano. Io dico che Graviano non era lì come dicono i pentiti a proposito dell’omicidio di Borsellino. Graviano ha 12 ergastoli. Non devo difenderlo per fargliene togliere uno”.