Ambulante ucciso a Civitanova Marche, la moglie: “Voglio giustizia”

Ambulante ucciso a Civitanova Marche, la moglie durante le proteste: "Voglio solo giustizia per mio marito".

Ambulante ucciso a Civitanova Marche, la disperazione della moglie: “Voglio giustizia per mio marito”. Il colpevole dell’omicidio, un 32enne residente a Salerno, è in stato di arresto. L’uomo ha aggredito l’ambulante con una stampella, per poi picchiarlo a morte.

Civitanova Marche, la moglie dell’ambulante ucciso: “Voglio giustizia”

Si è trasformato in una vera e propria manifestazione il ricordo di Alika Ogorchukwu, venditore ambulante nigeriano di 39 anni picchiato a morte il 30 luglio a Civitanova Marche.

La comunità nigeriana del comune maceratese è scesa in strada lungo corso Umberto I, luogo dell’aggressione, per protestare contro il violento omicidio del loro connazionale, indignati anche dall’indifferenza dei cittadini. Tra loro anche Charity Oriachi, moglie della vittima, insieme al figlio e alla nipotina. La donna ha fatto un appello in lacrime ai microfoni di AGTW“Voglio guardare in faccio questo uomo, e chiedergli perché ha ucciso un padre di famiglia.

Ora voglio solo giustizia per mio marito, Italia non abbandonarmi”. Charity, insieme ad una delegazione di nigeriani, è stata ricevuta dal sindaco Fabrizio Ciarapica, che ha offerto di pagare per il funerale di Alika.

L’omicidio in pieno centro, il colpevole è un 32enne italiano

Le forze dell’ordine hanno identificato e arrestato il colpevole dell’omicidio, Filippo Claudio Ferlazzo, operaio 32enne residente a Salerno che lavora in una fonderia di Civitanova Alta.

A detta di Ferlazzo, Orogchukwu avrebbe importunato la sua fidanzata mentre camminava con lui su corso Umberto I. A quel punto, secondo la ricostruzione degli inquirenti,  “ha inseguito la vittima, l’ha colpita con una stampella e l’ha finita colpendola a mani nude. Poi le ha sottratto il telefono cellulare”. L’accusa è di rapina omicidio volontario, con l’aggravante dei futili motivi.

Non vi sarebbe motivazione razziale, come spiega in conferenza stampa il dirigente della Squadra Mobile di Macerata Matteo Luconi“Le indagini sono in corso, ma la situazione è abbastanza chiara.

Tutto sembra essere nato da una lite per futili motivi, con una reazione abnorme da parte dell’aggressore nei confronti della vittima che gli stava chiedendo l’elemosina”. La colluttazione tra i due è avvenuta alle 14.30 in pieno centro, di fronte a un folto gruppo di testimoni attoniti. Nessuno dei presenti è intervenuto per fermare Ferlazzo. Uno dei testimoni ha ripreso il pestaggio con lo smartphone e ha poi consegnato il video agl inquirenti.