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Altri due bambini morti a 3 anni: è di nuovo ipotesi virus sinciziale

Altri due bambini sono morti per quella che si sospetta essere un'infezione da virus sinciziale. Avevano solo 3 anni.

Prima Lodi, poi Siena. Dopo il tragico decesso di un bimbo di cinque mesi a Napoli, altre due morti di bambini per le quali non è ancora esclusa l’ipotesi virus sinciziale. Entrambi i bimbi avevano solo tre anni. I medici: “Un virus subdolo, è l’incubo di noi pediatri”.

Le morti in ospedale di altri due bambini: si sospetta virus sinciziale

È stata una settimana nera per gli ospedali italiani. Altri due bambini sono morti negli scorsi giorni a causa di difficoltà respiratorie che si sospetta legate ad un’infezione da virus sinciziale, o virus RSV. Si tratta di un tipo di infezione molto comune nei neonati e nei bambini che causa polmonite bronchiolite. Nelle scorse settimane ha colpito anche Vittoria, la figlia più piccola di Chiara Ferragni e Fedez, che fortunatamente è migliorata ed è riuscita a tornare a casa.

Non è andata così per una bimba di 3 anni a San Martino la Strada, nel lodigiano deceduta lo scorso lunedì dopo essersi accasciata in strada di fronte ai genitori. A nulla sono valsi i tentativi del padre di rianimarla e il tempestivo intervento del personale sanitario del 118. Un tragica morte improvvisa causata, secondo l’autopsia eseguita ieri all’Istituto di Medicina Legale di Pavia, da un’acuta infezione polmonare che si sospetta essere RSV. Secondo i genitori, inconsolabili, la bambina stava bene prima del malore. Per identificare con certezza il virus responsabile dell’infezione, verranno eseguiti ulteriori test nei prossimi giorni.

La tragedia si è ripetuta ieri a Siena, all’Ospedale Le Scotte, dove un altro bambino di 3 anni è morto a causa di difficoltà respiratorie. Il bimbo era arrivato alle 7 e 50 al Pronto Soccorso del Policlinico di Siena, dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica. Aveva febbre alta, tosse e presentava segni evidenti di cianosi. I medici hanno subito effettuato un tampone, per escludere un’infezione da Covid-19: l’esito è stato negativo. Il bimbo è stato rianimato e tenuto in vita meccanicamente, in un tormento durato dieci ore. Alla fine, non c’è stato nulla da fare: il piccolo è andato in arresto cardio-circolatorio. Anche nel suo caso i sintomi sembrano indicare un’infezione da virus sinciziale.

Le parole dei medici: “Il virus RSV è subdolo, è da sempre l’incubo dei pediatri”

In un intervista a La NazioneFrancesco de Feo, segretario provinciale senese della Federazione Italiana Medici Pediatri, ha spiegato: Il virus sinciziale è una vecchia conoscenza di noi pediatri: è la causa della bronchiolite e della polmonite infantile e colpisce prevalentemente neonati e bambini sotto i 3 anni e fino ai 5 anni. Il virus si manifesta in maniera subdola, inizia tutto con un un banale raffreddore. Poi a causa della brevità dell’albero respiratorio dei neonati e per la mancanza di difese immunitarie avviene l’attacco del virus attraverso questi ‘rami’ nei bronchi che sono i bronchioli”. 

Il medico ha richiesto cautela per la tragica morte al Policlinico, le cui cause sono ancora da stabilire: “Per il tragico caso di Siena è bene attendere l’esito del riscontro diagnostico. Il virus però esiste e circola. E ha una pericolosità estrema specie sotto i due anni”.

“Il virus sinciziale ha un’incidenza annuale di circa l’11 per cento.” -continua il Dottor De Feo- “Significa che 11 bambini su 100 vengono ricoverati in ospedale. Ma si tratta della prima causa di ospedalizzazione in età pediatrica. C’è un picco stagionale in cui si manifesta che va da ottobre a marzo a causa del freddo. E direi che ci siamo”.

Sulla letalità del virus: “La morte è rara, ma purtroppo non rarissima. Sembra che questi virus stiano riprendendo tutto il terreno che gli avevamo sottratto prima dell’era Covid. Questo virus è sempre stato l’incubo dei pediatri perché non ci sono cure, se non l’ospedalizzazione e il supporto respiratorio attraverso flussi di ossigeno. È possibile fare prevenzione anche con gli anticorpi monoclonali, che però vengono riservati ai bambini nati pre-termine”.