Alessandro Michele lascia Gucci, cosa è successo: le indiscrezioni sul web

Alessandro lascia Gucci, la clamorosa voce di corridoio: cosa è successo? Secondo fonti anonime, lo stilista italiano ha le ore contate.

Alessandro Michele lascia Gucci, le indiscrezioni sul direttore creativo: cosa è successo? Secondo alcune voci di corridoio, lo stilista italiano pare sia pronto a lasciare il brand. Per ora ancora nessuna dichiarazione dalla maison: “No comment”.

Alessandro Michele lascia Gucci, che cosa è successo: nessun commento dalla maison

Una notizia clamorosa ha travolto il mondo della moda. Secondo alcune voci di corridoio trapelate nelle ultime ore Alessandro Michele pare sia pronto a lasciare il ruolo di direttore creativo di Gucci.

Lo riporta la rivista di moda newyorkese Women’s Wear Daily. Secondo la rivista, ci sarebbero importanti divergenze tra il gruppo Kering, proprietario del brand, e lo stilista italiano. Una fonte anonima sostiene che ci sia insoddisfazione sulle performance economiche di Gucci negli ultimi mesi, con un aumento del fatturato del 9% contro l’atteso 10%. Kering avrebbe chiesto a Michele “un forte cambiamento nel design” per compensare alle mancate vendite, richiesta che lo stilista non ha soddisfatto.

L’amministratore delegato del gruppo, François-Henri Pinault, pare si sia già attivato per cercare un nuovo direttore artistico. Per il momento né Gucci né il Gruppo Kering hanno rilasciato dichiarazioni sulle indiscrezioni, limitandosi ad un gelido “No comment” ad MF Fashion.

I risultati dello stilista, crescita del 35% per cinque trimestri fino al 2018

Alessandro Michele guida la visione creativa di Gucci dal gennaio del 2015. Lo stilista si è fatto notare grazie alla sua estetica particolare e artistica, con la quale ha reinventato il marchio, rovesciando ogni preconcetto e portando valanghe di idee e novità.

Il suo lavoro è stato senz’altro apprezzato dal pubblico: Gucci è tuttora al primo posto nelle classifiche dei brand più desiderati della moda e ha registrato una crescita del 35% per cinque trimestri consecutivi fino al 2018. Dopo questo lungo “boom”, tuttavia, la crescita è rallentata. Per questo motivo Kering avrebbe pressato Michele verso un cambiamento della sua visione, per far fronte al calo di interesse e riaccendere l’attenzione del pubblico. Di fronte al rifiuto dello stilista, che non ha seguito le indicazioni del gruppo, si sarebbe creata una frattura insanabile.