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Che cosa sappiamo del contratto per rider di Just Eat

Tre diversi regimi orari, assunzioni e nuovi hub nei centri delle città principali: le mosse di Just Eat per il delivery del futuro

Che cos’è un rider? Un dipendente, un contractor o un utente occasionale che arrotonda consegnando qualche pizza? La natura inedita dei servizi della gig economy ha creato un vuoto normativo che dura ormai da anni e ha permesso nuove forme di sfruttamento e precariato. Le cose, però, sembrano finalmente pronte per essere riformate.

Qualche giorno fa, infatti, Just Eat ha finalmente aperto alla regolamentazione dei suoi rider portando in italia il cosiddetto “modello Scoober”. Si tratta di un contratto di lavoro basato su alcune linee guida internazionali (già in uso in altri Paesi in cui il gruppo Just East Takeaway.com opera) e “sull’applicazione integrale della normativa e della legislazione italiana”. Nell’attesa che il confronto con i sindacati finisca, l’azienda si prepara a stilare un regolamento aziendale che prevede tre diversi regimi orari: “contratti di lavoro dipendente full time (40 ore settimanali), part-time (variabile in base alla città e ai volumi di ordini previsti) e a chiamata”.

I dettagli del contratto

Le retribuzioni garantite saranno di 9 euro all’ora in media, ottenuti “applicando su una paga base di 7,50 Euro l’ora, indipendentemente dalle consegne effettuate, il pacchetto di maggiorazioni previste dalla normativa in vigore”. In aggiunta, il contratto includerà l’indennità per l’utilizzo del proprio mezzo, per il lavoro notturno, la festività e gli straordinari, l’assicurazione di responsabilità civile verso terzi, ferie, malattia e maternità/paternità, tra le altre cose.

Si comincerà dalla Lombardia a marzo 2021, per poi allargare il metodo Scoober a tutta la Penisola. L’obiettivo è anche di aprire degli “hub” nei centri di alcune città-chiave (Milano, Napoli, Bologna, Roma e Torino), in cui i rider potranno ritirare e utilizzare scooter elettrici ed e-bike di Just Eat. L’azienda, infine, assumerà più di cento nuove figure per coordinare e supportare i suoi rider.

Una grande novità e un fenomeno sismico per il settore della gig economy italiana. La concorrenza che farà? E soprattutto: questa mossa spingerà alcuni clienti più attenti alle condizioni dei lavoratori a preferire Just Eat alle altre app? Staremo a vedere.