Importazioni di greggio russo in Italia quadruplicate. Con lo zampino di Mosca… Varie&Eventuali

L'Italia è oggi una delle principali destinazioni del petrolio russo in Europa: così Mosca rifornisce le proprie raffinerie nel nostro Paese

La guerra è guerra. E gli effetti, diretti o indiretti, non sono sempre quelli previsti. E’ così che l’Italia senza volerlo è diventata una delle principali destinazioni del petrolio russo in Europa, con importazioni di greggio che a maggio sarebbero addirittura quadruplicate rispetto a prima della guerra in Ucraina, a circa 450mila barili al giorno, livello che non toccavano dal 2013. Lo scrive Il Sole 24 Ore. È un quadro imbarazzante quello dipinto dalle stime di Kpler.

Ma gli acquisti in realtà sembrano essere stati pilotati quasi interamente da Mosca, per rifornire le raffinerie che tuttora controlla nel nostro Paese. E anche il mercato delle armi, ovviamente, cresce a dismisura. In particolare gli arsenali nucleari crescono: lo specchio è rappresentato dalle minacce di Putin, alle mille bombe cinesi di Xi, senza badare alla potenza di fuoco made in Usa. E infatti, la minaccia russa e le risposte americane danno un’impressione sbagliata: che la questione nucleare continui a riguardare solo le due superpotenze storiche.

Invece non è più così. C’è anche la Cina.

Pnrr che passione: fioccano i “piani B” in attesa di risorse integrative

Pnrr che passione. Mentre alcune gare vanno deserte – ultimo caso quella per il 5G segnalata mercoledì 11 maggio dal Sole 24 Ore ma già gli asili nido al Sud avevano fatto scalpore per sottodimensionamento della domanda – altri programmi “a chiamata” presentano un’eccedenza di progetti rispetto alle disponibilità finanziarie. Lo ha certificato, la scorsa settimana, l’allegato Infrastrutture al Def per i capitoli della rigenerazione urbana, delle metropolitane e delle piste ciclabili, ma a una ricognizione più attenta altri piani o bandi hanno messo in panchina progetti ammissibili che non hanno accesso (per ora) al finanziamento.

Una riserva di progetti subito spendibili nel caso di un «piano B» del Pnrr, ma anche di integrazioni finanziarie al Piano, di rifinanziamenti nazionali complementari o anche semplicemente nel caso in cui si perdano per strada altri progetti del Pnrr e si profilasse l’occasione di una correzione in corsa del Piano. Di seguito una prima rassegna dei capitoli di spesa che già alimentano questa riserva di progetti buoni per il futuro più o meno immediato.

progetti selezionati e finanziati sono 159 per un contributo pubblico di 2.816 milioni, finanziato dal Pnrr. Per questi progetti l’iter va avanti e sono state firmate le convenzioni che impongono il rispetto di tempi rigidissimi.

Ma non meno interessante è proprio quella riserva di 112 progetti che sono rimasti fuori, per un contributo pubblico richiesto di 1.446,6 milioni. Ora sono in fila, in attesa di un finanziamento integrativo che il Mims spera possa venire ancora dal Pnrr, se dovessero liberarsi delle risorse, oppure in alternativa da altri fondi Ue o da fondi nazionali.

Il fatto rilevante è che esiste una riserva di progetti pronti per un nuovo, importante investimento dare ancora più organicità all’investimento di rigenerazione urbana nelle città italiane. Nel parco progetti per le metropolitane e più in generale per il trasporto rapido di massa per le città ci sono ancora da soddisfare 3.778 milioni ripartiti fra 21 progetti rimasti esclusi per ora dai finanziamenti Pnrr e da quelli integrativi nazionali (in tutto 28,8 miliardi assegnati).

Ci sono tutte le grandi città: Milano con sei progetti ma un importo piuttosto basso di 375,9 milioni; Napoli con cinque progetti e un importo di 1.448,98 milioni; Roma con tre progetti e un importo di 1.293 milioni (qui spicca il rifinanziamento della linea C con 1.210 milioni); Torino con due progetti e 226 milioni; Catania con due progetti e 143 milioni; Genova e Cagliari con un progetto ciascuno e rispettivamente 74 e 13 milioni.

L’allegato Infrastrutture al Def ha riproposto il tema nei dettagli, con il calcolo del fabbisogno finanziario. Molti di questi progetti difficilmente potrebbero entrare nel Pnrr per un fatto di scadenze temporali, ma non va dimenticato che esiste un Piano complementare nazionale (finora 30 miliardi) che si muove in strettissimo raccordo con il Pnrr e rispetta tutti i criteri Pnrr meno quello della scadenza al 2026. Ora l’Europa ha deciso di battere un colpo.

Ad Amburgo nasce La Montblanc Haus, spazio espositivo per celebrare l’arte della scrittura

Chi non ha avuto in eredità una Montblanc. Simbolo e qualità assieme. E allora perché non aprire ad Amburgo Montblanc Haus, un nuovo spazio espositivo che celebra la scrittura e il ruolo di Montblanc nell’ispirare generazioni di pensatori e sognatori a lasciare il proprio segno nel mondo. Un luogo innovativo in cui vivere a pieno la filosofia della maison e immergersi nella sua storia dalla fondazione a oggi, partendo dal racconto degli artigiani che realizzano gli strumenti da scrittura e di coloro che li hanno utilizzati per lasciare un contributo all’umanità.

“Abbiamo immaginato una casa speciale per celebrare l’arte della scrittura, un posto dove le persone potessero scoprire o riscoprire l’incredibile potere della scrittura a mano, capace di risvegliare in ciascuno di noi la creatività, l’immaginazione e l’emozione. Montblanc Haus è stata concepita come un viaggio di scoperta, raccontato attraverso gli occhi di una Maison che è protagonista della cultura della scrittura da oltre 115 anni. Ci auguriamo che diventi un punto di riferimento per Amburgo, una città così importante per la nostra storia e identità, e che sia un luogo di scoperta per le comunità locali e i visitatori stranieri”, racconta Nicolas Baretzki, CEO di Montblanc. La struttura che ospita la Montblanc Haus si trova accanto alla sede centrale e alla manifattura in cui sono realizzati tutti gli strumenti da scrittura, inclusa l’iconica Meisterstück. Progettata da Nieto Sobejano Arquitectos, l’architettura è stata pensata come un omaggio alla tradizionale forma della confezione dell’inconfondibile stilografica e la silhouette nera dell’edificio con tonalità di bianco all’interno richiama l’iconica combinazione di colori del brand. All’interno della Montblanc Haus vive l’atelier della scrittura in cui vengono organizzati una serie di affascinanti corsi che includono l’arte della calligrafia, la scrittura creativa e lezioni per i più piccoli. Come parte del suo impegno verso la cultura della scrittura, Montblanc organizza anche attività speciali dedicate a bambini e giovani adulti, affinché possano imparare ad usare la scrittura per esprimersi in modo creativo.

Oltre all’esposizione permanente, Montblanc Haus offre ai visitatori mostre temporanee, un bar, una boutique e la visita degli archivi storici può essere organizzata su appuntamento.

Carburante alle stelle, vacanze a rischio con il caro-aerei in Italia

La festa è finita anche per le compagnie aeree e i vacanzieri. Il costo del carburante alle stelle rischia di fare da zavorra all’estate 2022. Infatti chi decide di spostarsi in aereo per raggiungere mete europee dovrà mettere mano al portafogli e pagare tariffe quasi raddoppiate rispetto allo scorso anno. Lo afferma il Codacons, che denuncia il fenomeno del caro-aerei in Italia. Con l’arrivo del caldo e l’aumento degli spostamenti degli italiani, i prezzi dei biglietti aerei sono schizzati alle stelle , spiega l’associazione dei consumatori che ha rielaborato gli ultimi dati forniti dall’Istat. Nell’ultimo mese le tariffe dei voli europei hanno subito un incremento del +91% rispetto allo stesso periodo del 2021. I voli intercontinentali sono rincarati del +35,7% mentre il prezzo di quelli nazionali risulta in crescita del 15,2%.

È un aumento generalizzato delle tariffe aeree che risente anche della crescita dei listini dei carburanti e delle conseguenze del caro-bollette, e si riflette in modo diretto sulle tasche dei consumatori. Rincari – avverte sempre il Codacons – si registrano anche sul versante dei trasporti marittimi: nell’ultimo mese le tariffe dei traghetti sono aumentate del +19,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Di contro, si riducono i prezzi dei biglietti ferroviari, che scendono del -9,9% su base annua, come effetto delle minori limitazioni sui treni legate al Covid e del ritorno di offerte e sconti praticati dalle società.

McDonald’s lascia la Russia dopo trenta anni

Sarebbe andata peggio con la nazionalizzazione di Mc Donald’s. Uno degli effetti delle contro sanzioni è la cessione di McDonald’s Russia ad Alexander Govor, l’attuale titolare di licenza autorizzato. Lo ha annunciato il colosso dei fast food made in Usa in una nota. Govor acquisterà l’intero portafoglio di McDonald’s e opererà con i ristoranti sotto un nuovo marchio. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti. L’accordo prevede che tutti i dipendenti siano confermati per almeno due anni. Nei giorni scorsi la più famosa catena di fast food al mondo, come già fatto da altri grandi gruppi, aveva annunciato di lasciare la Russia a causa della guerra in Ucraina. Dopo oltre 30 anni uno dei marchi Usa nel mondo aveva deciso di lasciare la Russia “perché gli sviluppi della guerra in Ucraina non rendono più sostenibile il business”.

Era infatti il 31 gennaio del 1990 quando a Mosca veniva inaugurato il primo McDonald’s della storia in Russia. Govor ha anche accettato di finanziare gli stipendi dei dipendenti aziendali che lavorano in 45 regioni del paese fino alla chiusura, oltre che coprire le passività esistenti nei confronti dei fornitori McDonald’s. Alexander Govor, che gestisce già 25 ristoranti della catena in Siberia. Govor, che è concessionario dell’azienda americana dal 2015, acquisirà l’intero portafoglio di McDonald’s in Russia e gestirà i ristoranti con un nuovo marchio. L’accordo dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. Govor è un imprenditore siberiano con affari in diversi rami. Oltre alla ristorazione ha attività in hotel, raffinerie, assistenza medica avanzata. Ma non solo. E’ comproprietario di Neftekhimservice. Dal 2007, Neftekhimservice JSC è un investitore nella costruzione della raffineria di petrolio di Yaya. Dal 2010, l’uomo d’affari possiede un franchising della rete di stazioni di servizio Lukoil, dal 2015: sei ristoranti in franchising della rete McDonald’s, che è già andata oltre la regione di Kemerovo fino a Novosibirsk, Tomsk e Berdsk.