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Artemis II: gli esseri umani più lontani dalla Terra

Artemis II: gli esseri umani più lontani dalla Terra

Alle 19:56 di lunedì (ora italiana) Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen sono diventati le persone ad essersi allontanate di più dalla Terra. Con la capsula Orion hanno compiuto un giro completo intorno alla Luna, superando i 400.171 chilometri stabiliti da Apollo 13 nel 1970 e toccando una distanza di 406.771 chilometri dal nostro pianeta. Il punto di massimo avvicinamento alla superficie lunare è avvenuto a 6.545 chilometri, poco dopo l’una di notte. Nella mattina di lunedì alle 7:00 (ora italiana) l’equipaggio ha eseguito l’ultima correzione di traiettoria e testato le tute pressurizzate. Alle 18:41 Orion è entrata nella sfera d’influenza della Luna; il sorvolo è iniziato alle 20:45. Poco dopo l’una (le tabelle di volo indicavano le 1:02), passando dietro il satellite, le comunicazioni con la Terra si sono interrotte per circa 40 minuti: nella fase di minima distanza, «la Luna è apparsa più o meno grande come un pallone da calcio mentre lo si tiene in mano col braccio disteso».

Riacceso il segnale, è tornata visibile la Terra all’orizzonte, una scena che ha ricordato l’“Earthrise” di Apollo 8 nel 1968. Alle 2:35 gli astronauti hanno osservato un’eclissi solare lunare; il sorvolo si è concluso alle 3:20. Durante circa sette ore di attività, l’equipaggio si è alternato agli oblò di Orion studiando 30 siti, tra cui il bacino Orientale — un cratere di quasi 4 miliardi di anni — e Hertzsprung, più antico e segnato da numerosi impatti. Le valutazioni sono state trasmesse a voce al centro di controllo; fotografie e video, più dettagliati della diretta, saranno inviati con maggiore qualità, dato che lo streaming in tempo reale richiede molta banda e non sempre una trasmissione stabile è possibile oltre i 400 mila chilometri.

I primati dell’equipaggio

Oltre al record di distanza, è stata la prima volta in oltre cinquant’anni che quattro astronauti hanno osservato da vicino la Luna. Glover è il primo afroamericano a girarle intorno, Koch la prima donna e Hansen il primo canadese; gli equipaggi di Apollo erano composti da soli uomini statunitensi bianchi. Stabilito il nuovo primato, Hansen ha letto un messaggio: «Lo facciamo per rendere onore agli straordinari sforzi e alle imprese di chi ci ha preceduto nell’esplorazione spaziale. […] Ma soprattutto, scegliamo questo momento per lanciare una sfida a questa generazione e alle prossime, in modo che questo record non duri a lungo». L’equipaggio ha inoltre proposto di dare un nome a due crateri: uno in onore della capsula Orion “Integrity”, l’altro dedicato ad Anne Carroll Taylor Wiseman. Le proposte saranno sottoposte all’Unione astronomica internazionale per l’approvazione. Nelle prossime giornate sono previsti test per verificare i sistemi di bordo di Orion e le procedure operative, anche in emergenza. Il rientro è atteso nelle prime ore di sabato 11 aprile con ammaraggio nel Pacifico; a fine missione gli astronauti avranno percorso più di un milione di chilometri, il che li rende, almeno per ora, gli umani ad essersi spinti più lontano dal pianeta d’origine.

Artemis II è un banco di prova per tecnologie di navigazione, comunicazioni e supporto vitale con equipaggio, essenziali per missioni di lunga durata e per affinare protocolli in vista di nuovi sbarchi lunari e, in prospettiva, viaggi verso Marte. L’approccio integra osservazioni geologiche, dati sul campo gravitazionale e simulazioni di futuri allunaggi. La presenza di un astronauta canadese conferma la cooperazione internazionale e l’interoperabilità tra agenzie. Secondo i piani, la strada aperta da Artemis II prepara Artemis III, che dovrà riportare esseri umani sulla superficie della Luna. Un traguardo che l’equipaggio invita già a superare, per non lasciare che questo record duri più del necessario.