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Decollo di Artemis II, 4 astronauti in orbita verso la Luna

Decollo di Artemis II, 4 astronauti in orbita verso la Luna

Il ritorno verso la Luna

A 54 anni dall’ultima missione Apollo, il programma Artemis II è ufficialmente decollato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Alle 00.35 italiane, il potentissimo razzo Space Launch System (SLS) della NASA ha portato in orbita la capsula Orion con un equipaggio leggendario: Reid Wiseman, Victor Glover (primo afroamericano nello spazio profondo), Christina Koch (prima donna verso la Luna) e Jeremy Hansen (primo astronauta non americano). La missione, della durata di dieci giorni, prevede una circumnavigazione lunare a oltre 252.000 miglia dalla Terra, superando lo storico record dell’Apollo 13. Dopo una fase iniziale di 24 ore in orbita terrestre per testare i sottosistemi e risolvere un piccolo inconveniente tecnico al bagno di bordo, l’equipaggio punterà la prua verso il satellite naturale, segnando il ritorno dell’uomo nell’orbita lunare.

“Se vuoi andare lontano, vai insieme”: l’eccellenza italiana e la coalizione globale

Il successo di questa nuova era dell’esplorazione spaziale poggia su una solida cooperazione internazionale, dove l’Italia gioca un ruolo da protagonista assoluta. La capsula Orion è infatti alimentata dal Modulo di Servizio dell’ESA, ma il cuore tecnologico batte italiano: Thales Alenia Space a Torino ha realizzato la struttura primaria e i sistemi di supporto vitale, mentre Leonardo ha fornito i pannelli solari e l’elettronica di potenza. Il presidente dell’ASI, Teodoro Valente, ha definito il lancio un “momento storico” che apre la strada alla presenza di un astronauta italiano sulla superficie lunare grazie agli accordi per i futuri moduli abitativi costruiti nel nostro Paese. Come sottolineato dal comandante Wiseman prima del decollo: “I piani che questa agenzia e questa nazione stanno mettendo in campo non possiamo farli da soli. Se vuoi andare lontano, vai insieme: questo è il nostro motto”.

“È stata una cosa notevole”: la sfida a Pechino e l’ammaraggio nel Pacifico

Nonostante l’entusiasmo della Casa Bianca, con Donald Trump che si è congratulato definendo gli astronauti “persone coraggiose”, la corsa allo spazio si fa serrata. Artemis II non prevede l’allunaggio, poiché i lander di SpaceX e Blue Origin saranno operativi solo dal 2028; nel frattempo, la Cina accelera con l’obiettivo di toccare il suolo lunare entro il 2030, una competizione che, secondo alcuni esperti, vede Pechino in forte rimonta. In attesa dei prossimi passi verso Marte, l’attenzione resta ora puntata sul rientro della missione: se tutti i sistemi di navigazione della NASA continueranno a rispondere correttamente, l’ammaraggio di Orion è previsto per il prossimo 10 aprile nelle acque dell’Oceano Pacifico, al largo di San Diego, concludendo così la prima tappa del ritorno dell’umanità tra le stelle.