di Fabio Massa
E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Non va bene. Per nulla. Il referendum è perso, e questo può succedere, nella vita politica e nella vita pubblica anche non politica. Ma gli ideali che animano una battaglia, in questo caso il garantismo, non possono tramontare in una manciata di giorni. Erano ideali, per chi ci ha creduto davvero nel sì, non legati a Giorgia Meloni e al suo governo. Non legati a uno schieramento politico o anche solo a una simpatia partitica. Gli ideali, lo ripeto, non possono tramontare in una manciata di giorni, abbattuti da una manciata di voti. Sennò è lecito avere sospetti pure sull’impegno che molti ci avrebbero dovuto mettere per votare e far votare una riforma in senso garantista.
Veniamo al caso specifico: la vendita del Meazza a Milan e Inter. Ma come è possibile che la Procura inizi un’indagine, peraltro a fascicolo già abbondantemente aperto da mesi, su un’operazione trasparentemente dichiarata (che San Siro dovesse essere venduto a Milan e Inter lo sapevano pure i giapponesi in visita al Duomo), e l’opposizione chieda le dimissioni? La stessa opposizione composta da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che hanno battuto le piazze dicendo di votare sì al referendum perché una indagine non è una condanna? Ma come è possibile? Dove è finito il loro garantismo? Ma che serietà è? Fa ridere, e anzi piangere, tutto questo.
Si è garantisti, se ci si crede, prima di tutto con gli avversari. Poi ovviamente si può criticare qualunque scelta politica, ma si fa ogni giorno dell’anno tranne quello in cui la Procura fa la sua mossa. In quel momento si sospende il giudizio, si smette di dichiarare, si dovrebbe anzi invocare il primato della politica. E invece no: come dei piccoli Torquemada meneghini tutti a chiedere dimissioni di qui e a distribuire colpe di là. Che vergogna. Forse i cittadini hanno fatto bene a dire no al referendum. Forse hanno fatto bene perché di sincero in quel garantismo c’era davvero poco se dopo una manciata di giorni si è trasformato in giustizialismo, inseguendo un possibile vantaggio politico che è semplicemente un miraggio (pensate davvero che i partiti di opposizione acquisiranno un-voto-uno perché hanno fatto da scendiletto alla Procura?). In questo momento i garantisti sono soli davanti alla propria coscienza. Apolidi. Senza partito. Senza niente. E’ forse il punto più basso per i liberali integrali, a Milano. E il pessimismo inizia a far presagire che si possa pure scavare (quando arriverà l’indagine a tutti i responsabili delle Olimpiadi, colpevoli del successo planetario della manifestazione).
ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45

