La maggioranza degli italiani guarda con forte preoccupazione alla crisi tra Iran, Stati Uniti e Israele. Secondo un sondaggio realizzato da Izi – azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche – il 70% degli italiani è contrario all’attacco militare contro il regime iraniano, ritenendolo una grave violazione del diritto internazionale e temendo che possa provocare una guerra con molte vittime. I dati sono stati presentati durante la trasmissione “L’Aria che tira”, condotta da David Parenzo su La7. QUI IL SONDAGGIO COMPLETO DA SCARICARE
Tra i favorevoli all’intervento – che complessivamente rappresentano il 30% del campione – solo una minoranza, pari all’8%, sostiene con convinzione l’azione militare ritenendo che il regime iraniano debba essere abbattuto con ogni mezzo. Un altro 22% ritiene invece che l’intervento possa essere giustificato, pur temendo possibili ripercussioni sulla stabilità dell’intera regione mediorientale.

La posizione dell’Italia: un terzo chiede neutralità
Il sondaggio ha analizzato anche quale dovrebbe essere la posizione del governo italiano di fronte al conflitto. L’opzione che raccoglie più consenso è la neutralità, indicata dal 33% degli intervistati, che ritiene opportuno evitare sia il sostegno sia la condanna esplicita dell’intervento militare per mantenere il Paese estraneo al conflitto. Il 30% degli italiani pensa invece che il governo dovrebbe condannare apertamente l’attacco, mentre il 28% auspica un ruolo più attivo dell’Italia sul piano diplomatico, con la promozione di un’iniziativa sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Solo una piccola minoranza, pari all’8%, ritiene che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni dovrebbe sostenere pienamente l’operazione militare contro l’Iran.
Timori per il futuro: il 60% prevede una guerra lunga
A preoccupare maggiormente gli italiani sono gli scenari che potrebbero aprirsi nelle prossime settimane. Secondo il sondaggio, il 60% degli intervistati teme un conflitto lungo e sanguinoso, caratterizzato da molte vittime, distruzioni diffuse e un esito difficile da prevedere. Una quota più ridotta, pari a un italiano su quattro, spera invece che la crisi possa aprire la strada a un processo di democratizzazione in Iran. Il 15% ritiene infine che il conflitto non produrrà cambiamenti sostanziali e che il regime degli ayatollah resterà al potere.
La metodologia del sondaggio
L’indagine è stata realizzata tra il 2 e il 3 marzo 2026 su un campione di 1.021 maggiorenni residenti in Italia. Il campionamento è stato casuale stratificato per genere, età e area geografica, con ponderazione per titolo di studio e voto alle elezioni politiche del 2022. La rilevazione è stata condotta con metodologia mista CAMI/CAWI e presenta un margine di errore del 3,01% con un livello di confidenza del 95%.
