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Il Parco Sud, la città metropolitana e la necessità di muoversi

Il Parco Sud, la città metropolitana e la necessità di muoversi

E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

Quattordici sindaci, alcuni dei quali miei amici, hanno scritto a Regione Lombardia di essere contrari alla “Tangenziale Sud Esterna” perché non risolverebbe il problema del traffico. Hanno sicuramente delle buone ragioni. Una per tutte: il sud Milano ha una vivibilità non comparabile con quella del Nord Milano proprio per la presenza del Parco Agricolo, che va tutelato in tutti i modi. Questo è un fatto, e dei fatti bisogna tenere conto quando si progetta il futuro.

Però un altro fatto è che le code, ogni giorno che il buon Dio manda in terra, sono chilometriche su tutti gli assi viari che portano a Milano. Ancora una volta, manca una programmazione metropolitana. La città, negli anni, invece di costruire parcheggi enormi di interscambio, magari pure a prezzo calmierato visto che non si parla di cittadini del centro di Milano con redditi stellari, ha agito in modo respingente: riduzione dei parcheggi su strada, strisce blu dalla sera alla mattina, area B. Invece di fare una programmazione per portare fuori le metropolitane fino ai limiti dell’attuale tangenziale, si sono addirittura ipotizzate nuove linee all’interno dei confini amministrativi. E la stessa Regione Lombardia non ha affrontato con il dovuto piglio di originalità la problematica della città metropolitana di Milano.

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Una problematicità che ha il suo cuore nel modo con cui si connettono i territori: in base a come si spostano le persone, e con quanta efficienza, dipendono i servizi, l’ambiente, le scuole, lo sport e altre mille cose. Ecco, di fronte a tutto questo siamo sempre un po’ immobili, quasi delle sfingi. Alcune sfingi dicono semplicemente: vogliamo una strada in più, altre dicono non vogliamo nessuna strada. In mezzo ci sarebbe una strategia complessiva che per troppo tempo non è stata messa in campo, né centralmente né perifericamente.

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