Si sono svolti oggi, nel Duomo di Santa Maria Assunta a Nola, i funerali di Domenico, il bambino di due anni e tre mesi morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli in seguito al trapianto di un cuore danneggiato. La salma è stata liberata solo nella serata di ieri, dopo l’autopsia, permettendo così la celebrazione delle esequie attese dalla comunità locale e dalla famiglia.
Commozione collettiva durante il rito funebre
Sin dalle prime ore del mattino una folla silenziosa si è radunata davanti al Duomo di Nola. L’arrivo del feretro, giunto da Napoli, è stato accolto da un lungo applauso. La bara bianca, con sopra la foto di Domenico insieme al suo orsacchiotto di peluche preferito e un mazzo di fiori bianchi donati dalla nonna, è stata sistemata davanti all’altare. Numerosi i mazzi di fiori all’esterno e tante persone hanno indossato una maglia bianca con il volto del piccolo e la scritta “Il nostro guerriero”.
La funzione è stata celebrata dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, con la possibile presenza dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Mimmo Battaglia, e della premier Giorgia Meloni. Il sindaco Andrea Ruggiero ha proclamato per l’occasione il lutto cittadino. Serrande dei negozi abbassate e bandiere a mezz’asta hanno segnato la giornata. “Non dobbiamo dimenticare Domenico”, aveva affermato la mamma, Patrizia, a poche ore dalla scomparsa del figlio.
L’inchiesta sul trapianto: le indagini ancora in corso
La morte di Domenico é avvenuta dopo sessanta giorni passati in coma farmacologico, a seguito di un trapianto effettuato il 23 dicembre. Secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti, il cuore donato – proveniente da Bolzano – è arrivato a Napoli già irrimediabilmente danneggiato, forse a causa del trasporto in un contenitore di plastica comune con ghiaccio secco, la cui temperatura (-80°C) potrebbe aver causato lesioni al tessuto cardiaco, invece del ghiaccio classico (-4°C).
Sul caso la Procura di Napoli aveva aperto un’inchiesta già l’11 febbraio, indagando sei persone per il reato ipotizzato di lesioni colpose. Sono stati temporaneamente sospesi dal servizio due medici dell’équipe chirurgica e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti. “Adesso è arrivato il momento della giustizia. Domenico se n’è andato, è diventato un angioletto”, le parole della madre.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha spiegato: “C’è stata un’apertura grande sul dibattimento, non è stato il solito incidente probatorio; sono stati dati 120 giorni ai periti per sviluppare la loro relazione, il rinvio va all’11 settembre 2026”. La certezza sulle responsabilità e le cause effettive dell’accaduto resta dunque affidata alle future risultanze peritali.
L’omaggio del personale sanitario
Durante i funerali, oltre 170 testate giornalistiche erano accreditate, a testimonianza dell’eco nazionale e internazionale della vicenda. In contemporanea con le esequie, una Santa Messa è stata celebrata anche all’ospedale Monaldi, dove Domenico era stato operato. L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha dichiarato che “l’intera comunità desidera stringersi con rispetto e partecipazione al dolore della famiglia, condividendo un lutto che ha profondamente colpito operatori sanitari, professionisti e personale tutto”, auspicando che sia fatta “piena e tempestiva chiarezza su quanto accaduto”.
L’organizzazione della città e l’intera opinione pubblica restano in attesa degli sviluppi giudiziari e delle verifiche tecniche, mentre il ricordo di Domenico – tra manifesti funebri e testimonianze di affetto – rimane un simbolo per la comunità locale e non solo.
