Rimini, giocatore espulso prende a schiaffi l’arbitro: la condanna della società

Rimini, giocatore espulso ha aggredito l'arbitro perché non ha accettato la sua decisione. L'episodio è avvenuto in Terza Categoria.

Rimini, giocatore espulso ha aggredito l’arbitro. L’episodio gravissimo è avvenuto sul campo di una partita di calcio di Terza Categoria. A seguito dell’aggressione, la partita è stata sospese e sono arrivate anche la parole del presidente della società in cui milita il calciatore sotto accusa.

Rimini, giocatore espulso prende a schiaffi l’arbitro

Episodio gravissimo durante una partita di campionato di Terza categoria riminese, che vedeva in campo il Maiolo Asd contro il San Carlo. L’arbitro Michele Tognolo, 18 anni, dopo aver ammonito per la seconda volta in pochi minuti il difensore del Maiolo Thomas Polidori decretandone l’espulsione, ha subito l’aggressione. Il giocatore espulso è andato verso l’arbitro e ha tentato di togliergli il fischietto, poi l’ha colpito al volto con uno schiaffo.

La condanna della società

Attraverso i profili social della società,  il presidente del club Tommaso Ugolini prima racconta l’accaduto in campo“È ora di mettere chiarezza su quanto successo sabato alla partita del Maiolo Calcio. Al 34’ del primo tempo, un giocatore del Maiolo, dopo aver ricevuto la seconda ammonizione, ha dato una manata all’arbitro. No, non ci sono state risse.  No, non gli ha tolto il fischietto dalla bocca per picchiarlo meglio. No, non è stato necessario placarlo e chiuderlo negli spogliatoi. È stata data una manata. A seguito della manata il ragazzo si è girato ed è andato negli spogliatoi”.

Poi, arriva la condanna del gesto:  “Il fatto successo è gravissimo, e sono scene che nessuno vorrebbe vedere e che in alcun modo possono essere giustificate. La società ha preso i suoi provvedimenti nei confronti del giocatore. L’obiettivo della squadra è quello di divertirsi giocando a pallone, nel massimo rispetto di tutto e di tutti. Allo stesso tempo, tutte le persone che per far notizia ingrandiscono la cosa dovrebbero farsi un esame di coscienza e mettersi al posto di chi giudicano. Il ragazzo, nonostante la gravità del gesto, resta comunque un amico e una persona che, in quanto tale, va rispettata”, conclude il presidente.

 

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