Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, ancora tensioni. Questa volta a livello strutturale

Non si placano polemiche e problemi attorno alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: adesso di carattere strutturale

Non si placano polemiche e problemi attorno alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026; delle tensioni legate ai principali protagonisti di questa vicenda (Coni, Governo, regione Lombardia, Regione Veneto, Sindaci, Federazione Italian Sport Invernali e quant’altro) abbiamo già scritto; ma le difficoltà non mancano nemmeno a livello strutturale, cioè per le opere legate alla manifestazione. Basti guardare a quanto sta accadendo per la viabilità in Valtellina lungo la strada che accompagnerà atleti, tifosi ed addetti ai lavori a Bormio e Livigno.

La famosa superstrada resta un sogno

Ovviamente inutile sognare l’impossibile, cioè la famosa superstrada della quale si parla da un quarto di secolo, e che avrebbe dovuto portare almeno fino a dopo Tirano e disegnata a nord rispetto l’attuale SS38 (spesso mono-corsia e che attraversa città e paesini costringendo gli automobilisti ad un viaggio di almeno due ore e mezza da Milano, quando va bene, e di 5 quando va male); la cosa ormai è chiaro, non si farà mai. Allora ecco lavoretti taglia e cuci per eliminare i punti di frenata: passaggi a livello, rotonde, semafori, immissioni varie.

Il no al progetto di 4 nuove sedi di incrocio

Nel decreto del Governo del 7 dicembre 2020, con le opere ed i fondi destinati ai Giochi, era presente un fondo da 66 milioni di euro «destinato alla soppressione dei passaggi a livello interferenti con la SS38 e 30 milioni di euro destinati per la realizzazione di 4 nuove sedi di incrocio a Mandello Lario, Lierna, Ardenno e S. Pietro Berbenno». Fatto? Manco per sogno.

Il progetto che vede uniti Provincia di Sondrio, Comuni e Rfi (Ferrovie) si è trovato davanti la resistenza di alcune centinaia di cittadini della zona coinvolta dai lavori che hanno fatto nascere comitati, chiesto chiarimenti, protestato con cartelli e lettere pubbliche rallentando, se non bloccando, le opere. La lettera che ha fermato tutto è stata firmata da 267 persone, abitanti per lo più della frazione San Giacomo di Teglio. 

Problemi anche a Tirano

La città che con l’attraversamento del centro ed il semaforo di fatto crea uno dei principali ingorghi da e per Bormio. Anche qui le soluzioni progettuali in via di realizzazione non piacciono a tutti. Diversi cittadini, soprattutto commercianti, vedrebbero di cattivo occhio la perdita di tutto il via vai di sciatori e turisti, potenziali clienti e consumatori di ogni genere di negozio. Qui però sarebbe già partito l’iter di esproprio di alcuni meleti che si trovano sul percorso della variante. E anche nella stessa Bormio la bretella cosiddetta dell’Alute è sotto osservazione. I cittadini ed i partiti in consiglio comunale sono divisi. C’è chi chiede un referendum popolare e minaccia il ricorso al Tar (immancabile, come il Panettone a Natale).

Insomma, solo in Valtellina, e solo per dei semplici lavori di miglioria non mancano freni e problemi che rischiano di avere conseguenze pesanti, come ha ricordato il Presidente della Provincia di Sondrio, Moretti secondo cui questi ritardi rischiano di «far perdere i fondi stanziati».

Ps. Se poi dalla Lombardia spostassimo l’occhio verso Cortina, sponda veneta delle Olimpiadi, non è che le cose vadano meglio. Il Presidente della Regione, Zaia, ha fatto presente che l’aumento del costo delle materie prime ha fatto schizzare in alto i prezzi dei lavori, oggi al +30%.