Live

Nuovi sport olimpici a Tokyo: le pagelle dopo l’esordio a cinque cerchi

Come giudicare i nuovi sport olimpici inaugurati ai giochi di Tokyo 2020? True Sports offre le prime pagelle

Se l’obiettivo del CIO era dare una verniciata di appeal ai Giochi strizzando l’occhio ai giovani, il bilancio sarà scritto alla fine delle Olimpiadi leggendo i dati d’ascolto. Tutte le scelte sugli sport da inserire nel programma di Tokyo 2020 erano state fatte proprio guardando alle nuove generazioni, allergiche a discipline tradizionali ma poco adatte allo spettacolo, lente e lontane dalle abitudini della Generazione Zero e dintorni.

Cinque sono gli sport esordienti e all’appello manca solo l’arrampicata sportiva che comparirà nella seconda settimana di gare. Per Karate, Skateboard, Surf e Basket 3 vs 3 (costola giovanile della pallacanestro che dei Giochi rimane un pilastro) è già il momento delle pagelle. Piacciono o no? Ecco una guida ragionata, senza pretesa di completezza, mettendo insieme qualche appunto da (tele)malato di Olimpiadi medio, quello che da sempre è abituato a smazzarsi notti in bianco per inseguire un piattello, un volteggio, colpo di remo e qualsiasi cosa possa aprire la strada al podio. Possibilmente italiano, perché poco stimola l’orgoglio nazionale quanto l’abbuffata delle settimane olimpiche.

Karate

In termini assoluti non è male e ci ricorda l’infanzia, quando si veniva trascinati (noi o qualche amichetto) in sottoscala di periferia per imparare a prendere a calci e pugni qualche altro amichetto senza farlo per strada, perché lì faceva brutto. Insomma, a pelle non può non piacere e tra l’altro a Tokyo è stato anche molto più divertente di altri sport di lotta e combattimento che si sono trasformati in lunghissimi preliminari in attesa del cosiddetto ‘Golden Score’, ovvero chi azzecca la prima – incomprensibile per noi mortali – mazzata vince.

C’è un però che fa la differenza: avendo già judo, lotta greco-romana e taekwondo nel programma siamo proprio sicuri che non si potesse fare a meno del karate? Domanda che si devono essere posti anche al CIO, visto che a Parigi 2024 sparirà di nuovo dal palinsesto olimpico candidandosi al premio di sport durato meno di un gatto in tangenziale.

Skateboard

Per il solo fatto di aver partorito un podio in cui la più vecchia, si fa per dire, aveva 16 anni andrebbe… abolito. Si scherza, ovviamente. E’ lo sport ggiovane per definizione, una roba che rende le Olimpiadi la patria degli youtuber e di adolescenti dal talento innato ma altrettanto scarsamente comprensibile ai più. Divertente lo è di sicuro, che sia una disciplina nel vero senso della parola è da discutere. Ma siccome non ci piace fare la figura dei vecchi rincoglioniti incapaci di apprezzare le novità e legati solo ai loro schemi – cosa che in realtà siamo –, il nostro è un ‘Sì’. Magari non del tutto convinto, ma che potrebbe diventare un ‘Grande Sì’ se tra qualche anno uno di quei bimbominkia su tavola sarà prodotto di una mamma italiana e ci porterà in dote una medaglia.

Surf

Vale quanto detto per il karate. C’erano già la vela in mille tipologie e il windsurf nel quale siamo sempre stati bravini. Che bisogno c’era di aggiungere anche la tavola da surf che, al contrario del karate, ci ricorda l’invidia provata per troppe estati nel vedere gli altri buttarsi in acqua per tentare i loro equilibrismi mentre noi, sul bagnasciuga, faticavamo nel tentativo di evitare le onde d’acqua troppo fredda sui piedi?

Di sicuro spettacolare, più del windsurf. Altrettanto certamente più televisivo di metà delle discipline che ci costringono alle notti insonni. Manca pathos, però, siamo onesti.

Basket 3 vs 3

E’ la grande delusione perché era il debutto più atteso, forse anche perché il più semplice da capire. In fondo basta aver visto qualche volta in tv una partita di pallacanestro, tagliare in due il campo, dimezzare i giocatori e ricordarsi che prima di attaccare – una volta recuperata palla – bisogna allontanarsi. Una cazzata, insomma, anche mille volte abbiamo litigato con gli amici al parchetto perché c’era sempre quello che faceva il furbo.

Vista la prima settimana di basket 3 vs 3, invece, la sensazione è di un “vorrei ma non posso”. Frenetico e basico nel suo svolgimento: palla dentro, palla fuori, tiro. Per carità, ci saranno anche schemi e costruzioni, ma se ci sono non si vedono. Il basket tradizionale resta davvero un’altra cosa anche se spesso si trasforma in un preliminare di 39 minuti in attesa degli ultimi possessi.

PS – Avvertenza per chi ritiene di aver visto tutto e forse lo spera. Fra tre anni a Parigi ci rifileranno la Breakdance come disciplina olimpica. Quale breakdance? Proprio quella lì che ci ha provocato dolori d’ossa tutte le volte che ci abbiamo provato. Per il CIO è il futuro. Per altri (molti altri) vale il detto “speravo de morì prima…”.