Monza, la panchina saltata di Stroppa non era una sorpresa

Da tempo era noto nell'ambiente che le gare contro Lecce e Juventus fossero decisive per il tecnico brianzolo.

La panchina saltata di Giovanni Stroppa a Monza è tutt’altro che una sorpresa. Da tempo era noto nell’ambiente che le gare contro Lecce e Juventus fossero decisive per il tecnico brianzolo. E così puntualmente è stato. Anzi non c’è stato neanche bisogno di aspettare la prova di appello contro la Vecchia Signora per far scattare il ribaltone. Il primo punto in Serie A al Via del Mare contro i salentini è stato tutt’altro che soddisfacente per Silvio Berlusconi e Adriano Galliani.

D’altronde la faccia in tribuna dell’amministratore delegato era tutto un programma: zero esultanze in occasione del gol di Sensi su punizione e un’espressione torva che la diceva lunga. Una squadra senza gioco e totalmente dominata dai padroni di casa, ai quali il pareggio andava decisamente stretto. Senza contare le due sviste arbitrali che hanno negato ai pugliesi due calci di rigore solari permettendo ai biancorossi di uscire con un punto dalla trasferta leccese.

Un quarto ben poco esaltante e positivo in vista del futuro.

Ecco perché la misura è diventata colma provocando il cambio in panchina

In attesa di capire come evolveranno i contatti con Claudio Ranieri (già contattato) e Roberto Donadoni (proposto da Branchini) domenica contro la Juve al Brianteo toccherà al tecnico della Primavera Raffaele Palladino guidare la formazione monzese. Anche lui della scuderia di Giuseppe Riso, il gran burattinaio del mercato del Monza con ben 8 giocatori tra le file della squadra più ora anche l’allenatore.

Non è un caso che la fronda contro Stroppa fosse partita da due big di Riso arrivati a Monza in estate: Andrea Petagna e Matteo Pessina. Il feeling col capitano era scarso a causa di qualche panchina di troppo, mentre con il centravanti c’è stato più di un litigio. L’ultimo a poche ore dalla sfida decisiva di Lecce, quando l’ex Napoli è stato spedito in tribuna per scelta tecnica dopo un diverbio.

Le tensioni covavano da tempo nello spogliatoio anche col portiere Alessio Cragno, convinto di fare il titolare e schierato zero volte dal primo minuto. D’altronde tra i pali il Monza aveva già uno degli artefici della promozione come l‘ex Inter Michele Di Gregorio risultato il migliore in campo dei brianzoli in ben 3 gare su 6 finora.

L’esempio di come certi acquisti siano stati più mediatici che necessari

Con tutte le derive e conseguenze del caso. Insomma, un guazzabuglio che ha stritolato Stroppa che paga anche colpe non sue. Galliani sul mercato non l’ha aiutato costruendo una rosa extra-large (38 giocatori) con tanti doppioni e parecchie figurine. Ben diversa dalla rosa allestita ad esempio dalla Salernitana. In granata sono arrivati giocatori internazionali come Bradaric, Vilhena, Dia e Piatek spendendo buone cifre e pure meno dei lombardi.

La differenza l’ha fatta la competenza e la conoscenza del mercato senza affidarsi mani e piedi a un unico agente. E i risultati si vedono. Ora Stroppa paga per tutti, anche perché Silvio Berlusconi a pochi giorni dalle elezioni è stufo di figuracce, ma la sensazione è che a gennaio serva una rifondazione sul mercato onde evitare lo spettro della retrocessione. Altro che sogno Europa e obiettivo decimo posto dichiarato da Galliani in estate…