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La dura vita del procuratore

Nemmeno il mestiere del procuratore sportivo è al riparo dalla crisi del settore, tra pagamenti in ritardo e cause in corso con i club.

Acque agitate in casa Inter con pendenze da saldare e pagamenti arretrati. Se i giocatori nerazzurri avanzano ancora due mensilità, la dirigenza di viale della Liberazione è alle prese anche con le beghe relative alle commissioni dei procuratori. Praticamente la totale maggioranza di coloro che hanno concluso operazioni nelle ultime due sessioni di mercato non hanno ancora ricevuto le proprie spettanze. Commissioni ricche ma che sempre più spesso arrivano con ritardo nelle casse degli agenti.

Insomma, non è tutto oro quel che luccica. Il caso più clamoroso è quello di Christian Eriksen, il cui manager Martin Schoots ha meritato 7,5 milioni come parcella per l’arrivo del suo assistito a Milano. Eppure non ha ancora visto un euro, tanto da rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni. Una mossa che inasprisce i rapporti tra le parti, con Eriksen ormai sempre più separato in casa. Ci sono club che ricevono puntualmente decreti ingiuntivi dai procuratori. È il caso del Genoa, dove una cinquantina di agenti avanzano i loro compensi per le operazioni condotte nell’ultimo triennio. Altro che privilegiati di lusso, anche il magico mondo degli agenti sportivi sta diventando all’insegna del precariato. E farsi pagare quanto concordato diventa quasi più difficile che realizzare colpi di mercato da urlo…