La Consob obbliga la Juventus a riscrivere i bilanci e spuntano 27 milioni di ulteriori perdite

La Juventus è alle prese con un’inchiesta della Procura di Torino: la Consob ha chuesto la riscrittura dei bilanci delle ultime tre stagioni

Natale di lavoro per i vertici della Juventus, alle prese con un’inchiesta della Procura di Torino che ha spinto la Consob a chiedere la riscrittura dei bilanci delle ultime tre stagioni, compreso quello formalmente concluso il 30 giugno 2022 e non ancora approvato dall’assemblea dei soci. La convocazione originaria del 28 ottobre era saltata per lo scoppiare della vicenda, che ha portato la Procura torinese a chiedere anche misure cautelari per il presidente Andrea Agnelli, richiesta respinta dal Gip di Torino.

Quella del 23 novembre è stata cancellata, invece, perché i contabili della Juventus hanno pubblicato il documento di rettifica pro forma degli esercizi 2020, 2021 e 2022 come richiesto dalla Consob, obbligandosi però a concedere altri trenta giorni di tempo agli azionisti per leggere le carte ed esprimere le proprie valutazioni. La nuova data fissata è il 27 dicembre prossimo e oltre non si potrà andare perché il bilancio va chiuso entro la fine dell’anno.

Lo scontro tra il club, la Consob e la Procura di Torino non accenna a spegnersi

Lo scontro tra il club, la Consob e la Procura di Torino non accenna, dunque, a spegnersi. Anzi. Nel dossier contenente la rettifica pro forma dei numeri, secondo le richieste dell’organismo di controllo della Borsa, la Juventus ha messo per iscritto le proprie contro deduzioni ribadendo una volta ancora la correttezza del proprio operato sia per le cosiddette operazioni incrociate (plusvalenze fittizie secondo gli investigatori torinesi), sia per la manovra stipendi dei mesi dell’emergenza pandemica.

Si tratta dei due punti al centro delle contestazioni e che hanno portato all’ipotesi di accusa di falso in bilancio.

La riscrittura dei tre esercizi oggetto dell’indagine ha fatto emergere perdite ulteriori per 27 milioni di euro

La riscrittura dei tre esercizi oggetto dell’indagine ha fatto emergere, applicando i criteri contabili imposti dalla Consob, perdite ulteriori per 27 milioni di euro. Nel 2019/2020 si è passati da -89,7 a -152,9 (dato peggiorato di 63,2 milioni di euro), nel 2020/2021 dal -209,5 a -233,2 (-23,7) con il paradosso di un dato meno peggiore di quello dichiarato nel 2021/2022: da -253,2 a -193,3 (+59,9).

Modifiche anche sullo stato patrimoniale della società. Sotto osservazione soprattutto il dato del 30 giugno 2021, perché secondo la Consob la Juventus sarebbe stata in negativo di oltre 58 milioni di euro e non in positivo.

La Juventus non avrebbe fatto nulla di diverso dai competitor in Italia e nel resto d’Europa,

I contabili bianconeri contestano il metodo imposto. Relativamente alle operazioni incrociate di calciomercato che per anni hanno prodotto le plusvalenze su cui si sono retti i bilanci, la linea di difesa è che i parametri utilizzati erano quelli “consolidati dalla prassi internazionale della football industry”; la Juventus non avrebbe fatto nulla di diverso dai competitor in Italia e nel resto d’Europa, tanto che alcune di queste operazioni hanno riguardato anche altri grandi club della Champions League senza che questi avessero qualsiasi genere di problema.

Delicato anche il tema della cosiddetta manovra stipendi, su cui la Procura di Torino ha acceso un faro andando a caccia delle scritture private con i legali di diversi giocatori, carte trovate al di fuori della sede sociale e che secondo l’accusa dimostrerebbero l’esistenza di una sorta di contabilità parallela per gestire il ‘taglio’ degli stipendi della primavera 2020, quella della pandemia e del lockdown. La Juventus si difende spiegando di non averli iscritti come debiti da saldare semplicemente perché trasformati in loyalty bonus da corrispondere nelle stagioni successive e per questo non presenti nel bilancio del 2020 e del 2021.

Procura e Consob la pensano diversamente, la giustizia sportiva aspetta le carte e attende di capire se dovrà riaprire il procedimento contro la società bianconera che in primo grado si è chiuso con la richiesta di archiviazione.