Iran, i giocatori non cantano l’inno nazionale per protesta mentre i tifosi si dividono

Iran, i giocatori non cantano l'inno prima dell'inizio della partita contro l'Inghilterra in occasione dei Mondiali in Qatar.

Iran, i giocatori non cantano l’inno prima del fischio d’inizio della partita contro l’Inghilterra in occasione dei Mondiali in Qatar. Sugli spalti i tifosi si sono divisi: c’è chi ha supportato la protesta dei calciatori mentre c’è chi ha fischiato.

Iran, i giocatori non cantano l’inno nazionale per protesta

Prima del fischio d’inizio della sfida tra Iran ed Inghilterra ai Mondiali in Qatar, i giocatori iraniani sono rimasti in silenzio durante l’inno nazionale.

Tutto il mondo ha assistito al gesto di protesta dei calciatori anche se la televisione di stato della Repubblica islamica ha prontamente censurato il tutto.

Tuttavia, il ct dell’Iran Queiroz non ha evitato l’argomento: “Chi non vuole supportare questi ragazzi, dovrebbe restare a casa. Naturalmente abbiamo le nostre opinioni e le esprimeremo al momento giusto. Tutti sanno che le circostanze attuali dell’ambiente per i miei giocatori non sono le migliori.

Sono esseri umani, sono ragazzi. Hanno un solo sogno, giocare per il loro Paese. Sono molto orgoglioso del modo in cui hanno continuato a lottare”.

Protesta nella protesta anche dei  giocatori dell’Inghilterra che si sono inginocchiati. Il gesto, nato in segno di solidarietà verso il movimento Black Lives Matter, vuole essere, come ha spiegato il ct Southgate, “un gesto, diretto soprattutto ai giovani, contro ogni tipo di discriminazione”.

I tifosi si dividono

I tifosi sugli spalti al momento dell’inno nazionale iraniano si sono divisi. In molti hanno mostrato il dito medio verso il campo, altri il pollice verso. Ma molti altri di fatto hanno fischiato l’inno per protesta contro il regime, sono stato inquadrate donne in lacrime, è apparso anche uno striscione inneggiante alla libertà delle donne.

Ehsan Hajsafi, il capitano della Nazionale iraniani,  alla vigilia aveva così commentato la situazione nel suo Paese: “Noi giocatori stiamo dalla parte di chi ha perso la vita, dobbiamo accettare il fatto che le condizioni attuali in Iran non sono giuste e il nostro popolo non è contento.

Innanzitutto voglio esprimere le mie condoglianze a tutte le famiglie che hanno avuto un lutto, voglio che sappiano che siamo con loro, che li sosteniamo e sposiamo la loro causa”.

 

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