Inter in vendita, anche se Zhang nega: si valuta di rifinanziare debito Oaktree

L'Inter è ancora in vendita, il piano d'azione di Steven Zhang. Si valuta il rifinanziamento del prestito di Oaktree Capital.

Zhang smentisce, ma l’Inter resta in vendita: il club è ancora sul mercato. Diversi interessamenti, ma ancora nessuno ha pareggiato le richieste dell’imprenditore cinese. Secondo Tuttosport, si valuta il rifinanziamento del prestito da Oaktree Capital.

Zhang nicchia, ma l’Inter è ancora in vendita: cosa succede?

Nonostante le continue smentite di Steven Zhang circa una possibile vendita dell’Inter, pare che la situazione sia ben diversa. Il club nerazzurro, secondo Tuttosport, è ancora sul mercato, anche se la situazione è parecchio complicata.

Due importanti banche americane, Goldman Sacks e Raine Group, avrebbero in mano il dossier dell’Inter. Si sono registrati importanti interessamenti, sia dagli Stati Uniti che dal Medio Oriente, tuttavia nessuno dei possibili compratori è riuscito a pareggiare le richieste di Zhang, che chiede almeno 1.2 miliardi di euro. In alternativa, Suning starebbe cercando un socio di minoranza, con poco successo fino ad ora.

L’ombra del prestito di Oaktree: si valuta il rifinanziamento

In questi giorni stanno continuando le ricerche per un accordo con un nuovo sponsor dopo la frattura con Digitalbits a causa dei mancati pagamenti.

Lo sponsor non è tuttavia l’unico pensiero che crea preoccupazioni ai dirigenti dell’Inter. Preme su Suning infatti anche l’ombra del prestito di Oaktree Capital. Si avvicina sempre di più il 20 maggio 2024, data in cui sarà dovuta l’ultima rata del finanziamento da 292 milioni di euro ricevuto nel 2021 dalla società di gestione patrimoniale americana. Si tratta di un’incombenza di grandissima importanza per il gruppo cinese.

In caso di inadempimento, infatti, sarebbe Oaktree a mettere le mani sull’Inter. A questo proposito, Zhang starebbe valutando di guadagnare tempo con un rifinanziamento, che gli garantirebbe una nuova scadenza. L’imprenditore cinese pagherebbe tuttavia un maggior tasso di interesse, oggi già al 12%. Una finestra di tempo maggiore sarebbe fondamentale per organizzarsi in vista anche di future indicazioni del governo cinese.