Il Milan e InvestCorp: la disperazione dei cronisti e le incertezze sul futuro dei dirigenti

Sono giorni agitati in Casa Milan per l'orami arcinota vicenda legata alla cessione della società al fondo InvestCorp

Sono giorni agitati in Casa Milan e non solo per la corsa Scudetto che vedrà 5 tiratissime ed emozionantissime partite ma anche per l’orami arcinota vicenda legata alla cessione della società al fondo InvestCorp.

Storie già viste

La notizia ha preso in contropiede tutti e per tutti intendiamo tutto il mondo rossonero, compreso quello della comunicazione. A dimostrazione che puoi anche dormirci a Milanello e parlare facilmente con tutti i dipendenti ma certe decisioni vengono prese altrove e lontano da occhi ed orecchie indiscrete.

Cosa tra l’altro già successa negli ultimi anni con la cessione a Yonghong Li o prima ancora con la trattativa finita male con il thailandese Bee Taechaubol; storie sulle quali si sono scritte pagine e pagine piene di tutto e del suo esatto contrario quando in effetti nessuno davvero sapeva e tutt’oggi sa nulla di nulla.

L’Italia spettatore passivo

Oggi poi la cosa diventa ancor più divertente.

Se infatti nei due casi passati appena citati una delle parti in causa (cioè Fininvest e la famiglia Berlusconi) in Italia ci vive e lavora questa volta la trattativa sta coinvolgendo un fondo inglese (con sedi in tutto il mondo) ed uno del Bahrain; l’Italia quindi fa tranquillamente da spettatore passivo di una partita che chissà dove si sta giocando.

La disperazione dei cronisti rossoneri è evidente

Tutti a cercare notizie, tutti soprattutto a cercare il nome del referente italiano di InvestCorp per avere qualche notizia.

Una ricerca che purtroppo (per loro) ha dato fino ad oggi esito negativo. Allora ecco così bussare alla porta di Elliott per avere news fresche ed attendibili. Ma  da quel lato l’unica frase (certa ma non ufficiale) è «no comment». Silenzio totale quindi. Eppure da giorni ecco paginate e paginate sul tema: Ecco come sarà il Milan del futuro. Certo, ci abbiamo scritto anche noi, ma solo seguendo i soldi e le parole di chi fa mercato.

Il mondo della finanza ha le sue verità, anche nella finanza sportiva. Quello che è meno chiaro è chi davvero oggi possa dire che il gruppo dirigente del Milan resterà saldo al suo posto anche l’anno prossimo.

Pioli, Maldini, Massara: ad oggi nessuno può dirsi sicuro del domani

Sia chiaro: Pioli, Maldini, Massara e soci sono davvero il segreto di questo Milan dei miracoli che lo scorso anno ha chiuso al secondo posto e che tra un mese e poco più potrebbe vincere il campionato, e meriterebbero altro che la riconferma.

Ma da qui a dare per certa la cosa ne passa. Ovvio, Pioli è un po’ più tranquillo, avendo un contratto che lo tutela ma per gli altri, per i dirigenti, la questione sarà tutta da discutere con la nuova proprietà, quando arriverà. E ad oggi nessuno, proprio nessuno, può dirsi sicuro del domani.

Così viene il sospetto che dietro tutte le paginate o i commenti in tv di questi giorni piene di «certezze» ci sia solo la speranza che tutto questo accada davvero.

Il Milan è in fondo una società come tutte le altre, composta da persone come tutte le altre. Ogni cambio di proprietà, ovunque questo avvenga, provoca tensioni e preoccupazioni sul futuro (di ogni singolo dipendente).