Il calcio femminile italiano perde ma presto farà litigare club e Figc

Nei prossimi mesi la Lega Serie A metterà sul tavolo l’idea di aprire una propria divisione legata al campionato femminile

L’entrata nell’Europeo non è stata delle migliori, perché la lezione di calcio impartita dalla Francia alla nazionale di Milena Bertolini ha riportato l’orologio delle azzurre indietro nel tempo, quando non si riusciva a schierare una squadra competitiva. Una figuraccia vista da quasi 3 milioni di telespettatori, perché la copertura mediatica del torneo, in un’estate senza calcio degli uomini, è massima; non un regalo al football in rosa, ma l’eredità degli ascolti da record del Mondiale 2019, quello in cui gli italiani si innamorarono della nazionale femminile scoprendo un mondo fin lì sconosciuto.

E’ un peccato, insomma, che l’immagine di tutto il movimento sia stata oscurata da quei 45 minuti pieno di gol (5) delle francesi e di imbarazzi nostri.

Gabriele Gravina: “Siamo in un momento difficile a 360 gradi”

Non è piaciuto in Figc, dove il presidente Gabriele Gravina ha dovuto ammettere che siamo in un momento difficile a 360 gradi e non solo per i maschietti che hanno bucato il Mondiale del Qatar, e nemmeno dalle parti di chi sta investendo soldi a fondo quasi perduto per dare linfa e spinta alla Serie A donne e, a cascata, a tutta la filiera.

Non per filantropia, ma perché l’Italia è in ritardo e deve cercare di colmare il gap rispetto al resto d’Europa dove i numeri cominciano a farsi interessanti.

Alle viste c’è un possibile nuovo confronto tra Figc e Lega Serie A

Alle viste c’è un possibile nuovo confronto tra Figc e Lega Serie A, dopo quelli intorno ai parametri di iscrizione al prossimo campionato che hanno visto vincere Lotito in tribunale, ma alla fine allinearsi tutti ai criteri scelti dalla Federcalcio.

Il fronte sarà proprio la Serie A femminile che oggi è frutto dell’organizzazione di una divisione della Figc in mano a Ludovica Mantovani, figlia dell’indimenticato presidente della Sampdoria campione d’Italia. Ha fatto e sta facendo un gran lavoro e ora è alle prese con la sfida più difficile: trasformare il passaggio al professionismo, realtà dal 1° luglio scorso, in una tappa di un percorso che porti alla piena sostenibilità dell’intero movimento. I contributi della Figc non saranno per sempre e aver garantito maggiori tutele (legittime) alle calciatrici ad oggi ha provocato solo un’impennata nei costi di gestione a carico delle società.

Nei prossimi mesi la Lega Serie A metterà sul tavolo l’idea di aprire una propria divisione legata al campionato femminile

Nessuno protesta, vedendo tutti l’opportunità di crescere, ma nei prossimi mesi la Lega Serie A metterà sul tavolo l’idea di aprire una propria divisione legata al campionato femminile, considerato come ormai buona parte delle squadre siano derivazione diretta o indiretta di quelle maschili. In linea teorica è una buona notizia, una scelta da gestire in collaborazione con la Figc.

Sarà così? Gli ultimi fatti di politica sportiva sull’asse Roma-Milano suggeriscono prudenza, perché la freddezza al di là dei comunicati ufficiali non si è stemperata nemmeno dopo la presa di coscienza che allinearsi al famoso parametro imposto da Gravina per l’iscrizione al prossimo campionato non ha provocato gli sconquassi temuti.