Gravina contro Lotito, la sorte della Salernitana nello scontro dentro la Figc

Sarà un Natale a nervi tesi perché l'ipotesi della sparizione della Salernitana è più che mai sul tavolo...

La Salernitana rischia davvero di scomparire nel mezzo della stagione, lasciando così orfano di una squadra il campionato e costringendo la Lega di Serie A ad un imbarazzante confronto con DAZN e Sky che nel prodotto calcio hanno investito e che rischiano di vederselo monco con relativo danno di immagine e non solo. L’ipotesi di esclusione del club campano, però, è più che mai sul tavolo dopo che la Figc ha deciso di non concedere alcuna ulteriore proroga per la vendita della società che dalla scorsa estate è stata messa dai vecchi proprietari Lotito e Mezzaroma in mano a un trust così da evitarne la cancellazione.

Le carte federali vietano, infatti, la presenza di due squadre con identici proprietari nella stessa serie e in A c’è già da tempo la Lazio dello stesso Lotito.

I sei mesi della proroga sono quasi del tutto trascorsi e i trustee (coloro che gestiscono il trust) hanno fatto sapere a inizio dicembre di non avere in mano alcuna offerta ricevibile per la Salernitana. O entro la mezzanotte del 31 dicembre la situazione si sblocca, ha risposto il presidente federale Gabriele Gravina, oppure si va avanti come previsto nell’atto firmato davanti al notaio a giugno, quello contenente l’obbligo di cessione pena l’esclusione della squadra e la cancellazione della società.

Uno schiaffo poderoso alla città di Salerno, alla Serie A e al calcio italiano che i vertici della Figc considerano, però, l’opzione più corretta per garantire la tenuta dell’intero sistema non potendo avallare una nuova proroga che metterebbe la stessa Figc a rischio causa legale.

Ovviamente in via Allegri si augurano che la situazione si sblocchi negli ultimi giorni, pur consapevoli delle difficoltà. E in ogni caso non si vuole dare alcuna sponda a Claudio Lotito i cui modi un po’ sbrigativi hanno spesso urtato parecchi nelle stanze dove si decidono i destini del calcio italiano.

Il timore è che l’ex patron della Salernitana possa coltivare la speranza di tornarne in possesso a giugno in caso di retrocessione (più che probabile) in Serie B, venuto meno l’impedimento normativo. Scenario da scongiurare perché rappresenterebbe una sconfitta istituzionale. L’all in che mette i campani sull’orlo dell’addio va letto anche nell’ottica del confronto tra Gravina e Lotito, oggi divisi da ruoli e obiettivi.

Quello che è sicuro è che sarà un Natale a nervi tesi perché la sparizione della Salernitana non sarebbe indolore.

A parte l’immagine del calcio italiano, ci sarebbe il problema della regolarità del campionato (cancellati solo i risultati del ritorno con buona pace dei pochi che hanno lasciato punti all’andata) e quello già citato dei diritti tv. Anche se il bando dovrebbe mettere al riparo la Lega da possibili richieste di risarcimento. E’ la classica situazione dove Gravina rischia di attirarsi addosso una montagna di critiche comunque si muova. Non è un mistero che le società del massimo campionato facciano il tifo per una proroga che eviti l’amputazione a torneo in corso, ma il pressing è stato fin qui respinto al mittente.

Sul ring restano i due protagonisti principali: Gravina e Lotito. Avversari da tempo rimessi insieme solo in extremis nel giorno che ha rimandato il numero uno federale al comando quasi a furor di popolo. Poi le strade si sono divise e la furia con cui il presidente laziale ha lasciato l’ultimo consiglio federale, dopo altri scontri non meno violenti, è il manifesto della posta in palio.