Chi è il colpevole del lunedì nero che ha visto l’Inter perdere nell’arco di poche ore Dybala e Bremer?

Chi è il colpevole del lunedì nero che ha visto l’Inter perdere nell’arco di poche ore Dybala e Bremer?

Chi è il colpevole del lunedì nero che ha visto l’Inter perdere nell’arco di poche ore Dybala e Bremer? I tifosi si sono scatenati nella caccia a chi ha sbagliato, tardando nel chiudere trattative impostate da mesi o rinunciando a seguire i rilanci della Juventus nel caso del difensore brasiliano.

 La botta, anche a livello di immagine, è stata pesante

Comprensibile perché la botta, anche a livello di immagine, è stata pesante e ha quasi cancellato in un colpo solo l’immagine di un club che aveva programmato per tempo la sessione estiva di mercato con la prospettiva di uscire rafforzata pur dovendo sacrificare un big.

Nel mirino sono finiti Beppe Marotta e Piero Ausilio, dirigenti che si occupano delle trattative. A voler cercare a tutti i costi un colpevole, è possibile che abbiano delle responsabilità, ma non c’è dubbio che la situazione finanziaria della società e della sua proprietà cinese abbia influito e non poco. L’anomalia sono state le operazioni di giugno fatte spendendo denaro (Asllani, Bellanova e Gosens anticipato a gennaio) o impegnandosi per riportare a casa Lukaku.

Investimenti teoricamente coperti da future cessioni, non solo Skriniar, su cui l’Inter non è riuscita però a chiudere. Anzi. Si è progressivamente incartata tornando dentro i paletti che la famiglia Zhang ha imposto senza deroghe. Non è una novità. I conti sono migliori rispetto al 2021, ma il passivo superiore ai 120 milioni di euro annunciato per la chiusura di bilancio allo scorso 30 giugno significa che l’Inter continua a bruciare una decina di milioni al mese, potendo contare sulle plusvalenze realizzare con Hakimi e Lukaku.

La proprietà cinese non è stata in grado, e difficilmente lo sarà in futuro, di immettere denaro fresco nelle casse del club

E la proprietà cinese non è stata in grado, e difficilmente lo sarà in futuro, di immettere denaro fresco nelle casse del club. Non a caso da oltre un anno l’Inter è stata data in pegno al fondo Oaktree per ottenere un prestito con scadenza 2024, in gran parte inutilizzato (nel senso che i soldi sono quasi tutti fermi in Lussemburgo) ma che simboleggia la difficoltà oggi ad uscire dalla logica dell’autofinanziamento.

Che alla lunga diventa un impoverimento. Ecco il contesto in cui Marotta e Ausilio hanno lavorato su Dybala e Bremer. Il primo non rappresentava una necessità, soprattutto dopo il ritorno di Lukaku. Il secondo invece era la pietra angolare del progetto perché avrebbe consentito di cedere Skriniar senza indebolirsi dal punto di vista tecnico. Adesso il puzzle rischia di essere fa rimontare pezzo su pezzo. I tifosi e Inzaghi sperano che il PSG non si presenti con l’offerta irrinunciabile da 70 milioni di euro cui Zhang non direbbe certamente no.

Chi si occupa di mercato sa che una partenza eccellente era e resta nelle previsioni con l’aggravante che farla nella seconda metà del mercato rende difficilissimo trovare alternative funzionali in campo e per i conti. Questo il significato della sfida persa con la Juventus per il centrale brasiliano. E il motivo per cui Marotta e Ausilio non accettano di buon grado di essere messi da soli sul banco degli imputati.

La realtà è che l’Inter vive sospesa e ci resterà fino a quando il nodo sulla proprietà non sarà sciolto