True Data, per gli italiani Meloni è più vicina del centrosinistra ai lavoratori

Esteri, lavoro e diritti con True Data. Meloni incassa attestati di stima, ma non ha ancora convinto la maggioranza degli italiani

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? True Data è l’approfondimento di true-news.it, in collaborazione con Termometro Politico, Osservatorio Globalizzazione e The Pitch. Questa settimana abbiamo sondato il parere degli italiani sui temi da cui potrebbero scaturire i primi provvedimenti del prossimo governo di Giorgia Meloni. Politica internazionale e 

Alle fibrillazioni in Parlamento, corrisponde il fermento nelle piazze. Il governo deve ancora insediarsi, ma un autunno caldo sembra già alle porte. Sul fronte politico, Meloni ha avuto un assaggio delle difficoltà che dovrà affrontare per governare; su quello elettorale la sua figura continua a dividere gli italiani.

Esteri, lavoro e diritti. Meloni incassa qualche attestato di stima; ma non sembra ancora riuscire a convincere la maggioranza degli intervistati a dare fiducia al suo mandato come premier. Ecco cosa pensano gli italiani intervistati da True Data.

True Data: il centrodestra convince sul lavoro

I risultati del sondaggio settimanale realizzato da Termometro Politico tra l’11 e il 13 ottobre 2022 mostrano risultati altalenanti. In particolare, il prossimo governo sembra convincere sul fronte del lavoro.

Gli intervistati vedono nel centrodestra lo schieramento più attento ai lavoratori (37%); sopra il Movimento 5 stelle (19) e il Pd (16).

La strada del prossimo governo sembra invece in salita per quanto riguarda gli esteri e le questioni politiche interne. La posizione “atlantista” di Giorgia Meloni sulla guerra in Ucraina divide gli italiani. Oltre il 46% dichiara di non apprezzarla. Anche i diritti sono una spina del fianco della premier in pectore.

In particolare, gli intervistati sembrano spaccati sul tema del funzionamento della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Una nuova sinistra?

La vera sinistra ormai parte dal Movimento Cinque Stelle. Non più dal Partito Democratico e dalla sua coalizione. E la Sinistra tradizionale retrocede inesorabilmente dalle sue roccaforti classiche. I dati del sondaggio di True Data, unitamente all’analisi dei flussi sui recenti dati elettorali, parlano chiaro. Il centrosinistra non è più associato alla tutela dei lavoratori e delle fasce più disagiate della popolazione.

Anche e soprattutto perché da tempo è chiaro che tutta la retrocessione dal welfare del passato è associato proprio ai periodi di governo del campo progressista, a sua volta alfiere della globalizzazione criticata da fette della destra in senso neo protezionista.

Uniamo a ciò il tema della pressione fiscale e capiremo il contesto nel suo complesso. Perché ciò è avvenuto? perché un tradizione politica nota per la fioritura plurale di intelletti e studiosi acuti, ha smarrito così inconsapevolmente i suoi fini? A nostro avviso, perché ha smarrito i mezzi.

Ovvero la capacità di leggere in senso critico i paradigmi del presente in base a un riferimento ideologico solido, appiattendosi su gestione del potere e sul tentativo di fare la stampella mancina della globalizzazione neoliberista. Il Partito Democratico cala nei voti proprio per questo motivo. E i lavoratori e le classi più disagiate cercano, comprensibilmente, nuovi riferimenti.