A Taranto, dove il centrodestra porta un ex PD e a sinistra si propone il campo giallo-rosso

A Taranto una sfida curiosa ma anche annosa: lavoro contro ambiente, occupazione che si confronta con la salute

A Taranto, città dei due mari, con una vista mozzafiato sul mare e i fumi dell’ex Ilva che costringono i cittadini del quartiere Tamburi a chiudere le finestre nei giorni di vento, la sfida non è soltanto elettorale. E’ da anni ideologica: lavoro contro ambiente, occupazione che si confronta con la salute.
Taranto si presenta alle amministrative del 12 giugno in un clima di contraddizioni: il candidato sindaco di centrodestra, Valter Musillo, era segretario del Partito Democratico, vicino a Michele Emiliano.

Oggi di entrambi è l’avversario.
Le sorti del capoluogo pugliese continuano a ruotare attorno alle complicate vicende della più grande acciaieria europea che i 5 stelle volevano vedere chiusa. Salvo poi scagliarsi contro Luigi Di Maio quando andò a trovarli in riva allo Ionio.

I campi larghi a destra e sinistra

Ora i seguaci di Grillo si alleano con il Pd, il Centrosinistra e i Verdi proponendo il campo largo promosso varie volte da Enrico Letta e già sperimentato a Napoli.

E porta, come sindaco, Rinaldo Melucci, primo cittadino uscente. A destra si sperimenta: la Lega si presenta, per la prima volta, con il nome “Prima l’Italia”, accoglie con sè numerose liste civiche e, come detto, candida Musillo, un ex PD.

In mezzo agli sfidanti, le sorti dell’Ex Ilva

In mezzo, agli sfidanti c’è l’ex complesso di acciaio, il mostro che sovrasta la città per cui, di recente, la Procura ha bocciato il dissequestro.

Anche se, da un punto di vista produttivo non cambia nulla: il siderurgico può continuare a lavorare (l’azienda ha ribadito che nel 2022 si punta a 5,7 milioni di tonnellate) e gli impianti, pur restando sequestrati, conservano la facoltà d’uso per il gestore. Per la difesa di Ilva in Amministrazione Straordinaria non ci sarebbero più le condizioni inquinanti del 2012, quando scattò il primo sequestro: gli avvocati Dinacci e Loreto hanno “evidenziato un quadro ambientale e gestionale cambiato”.

Non è stato così per i pm.
Melucci, il candidato di centrosinistra e dei grillini, sembra favorito e chiede al Governo “la de-carbonizzazione del sito e un programma di ampio respiro”. Ancora una volta la partita a Taranto si gioca in un terreno più ampio.