Soumahoro è uscito dal gruppo

Soumahoro è stato un simbolo della sinistra. Tanto che qualcuno ha pure pensato di candidarlo leader del Pd, a cui non era neppure iscritto

di Fabio Massa

E così Soumahoro lascia il gruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra. Il deputato arrivato con gli scarponi e il pugno al cielo, alza anche il dito medio a quelli che l’hanno portato in parlamento come simbolo dei braccianti. Sul caso che ne è venuto fuori in seguito, ci sarebbe da scrivere un libro: le cooperative della suocera, la moglie e le foto, la moglie e le borsette. Insomma, cavoli loro. Ma sul fatto che lui abbia cambiato casacca a neanche tre mesi dall’insediamento, su questo forse bisogna soffermarsi.

Aboubakar Soumahoro è stato un simbolo della sinistra. Anzi, è un simbolo della sinistra

Perché Aboubakar Soumahoro è stato un simbolo della sinistra. Anzi, è un simbolo della sinistra, tanto che qualcuno ha pure pensato di candidarlo leader del Pd, a cui non era neppure iscritto. Ma questa, peraltro, è una abitudine dei Dem considerato che la candidata segretaria Schlein è entrata nel partito dopo essere scesa in campo per guidarlo. Vabbè, cavoli loro. Ma torniamo a quel cambio di casacca. Un tempo i politici erano un po’ più seri. Rimanevano nel partito fin quando quasi non li dovevano buttare fuori a calci. Perché il partito era la loro casa, e sapevano che fuori da quella casa non c’era vita lunga.

Adesso invece i partiti si cambiano come le camere d’albergo

Adesso invece i partiti si cambiano come le camere d’albergo. In Lombardia e in Lazio ci sono decine di esponenti che fino all’altro ieri stavano da una parte, e ora stanno dall’altra. Gente dal Pd al Terzo Polo, da Forza Italia a Fratelli d’Italia, dalla Lega a Letizia Moratti. E così discorrendo. Uno si gira un attimo e oplà: quello che era il pilastro di una corrente su un lato sta dall’altra parte, e la corrente ovviamente è sparita. Perché quando uno passa, non passa tutto il gruppo. Passa solo lui. Segno che è la politica dei singoli, oggi, che governa questo mondo istituzionale impazzito. Dove uno può alzare il pugno al cielo, indicare con il dito il sol dell’avvenire, alzare il dito per segnalare il razzismo di tutti i nemici, e infine alzare il dito medio perché non sa come uscire da situazioni imbarazzanti.