Smeriglio (Pd), il controcanto degli zingarettiani: “No a strappi col M5s”

L'ex vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, sull'intesa col Movimento 5 stelle messa in standy dal Pd

Il controcanto degli zingarettiani. Nei giorni in cui nel Pd si alza il pressing per interrompere il rapporto politico con il M5s di Giuseppe Conte, con lo stesso segretario Enrico Letta che mette in standby il fronte giallorosso, rinviando di fatto la discussione su un’alleanza organica tra i due partiti che hanno dato vita al governo Conte 2, c’è una parte dei dem che continua a insistere sui grillini. Ed ecco l’ex segretario Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, che in un’intervista a La Stampa pubblicata lunedì sferza le tentazioni centriste e affonda: “Con questa legge elettorale è un dovere morale allearsi con i Cinque Stelle”.

Lo spartito dei progressisti è sempre lo stesso: “Se noi e il M5s dovessimo andare divisi vincerebbe la destra”.

Smeriglio per il campo progressista

Massimiliano Smeriglio, europarlamentare del gruppo Socialisti e Democratici, il gruppo di cui fa parte il Pd, ex vicepresidente della Regione Lazio con Zingaretti, deputato per due legislature, se possibile è ancora più chiaro sulla strada da intraprendere. “Io da tempi non sospetti penso che la rigenerazione del campo progressista possa avvenire attraverso un rapporto con i Cinque Stelle – spiega il politico romano a true-news.it – nell’incontro con il M5S c’è solo da guadagnare”.

Smeriglio, vicinissimo all’ex segretario, non si sposta dall’ortodossia giallorossa, nonostante le bizze di Conte sulla guerra e le polemiche sul termovalorizzatore a Roma. Per l’europarlamentare l’asse con i pentastellati è “un tema strategico”. Una prospettiva di lungo termine per “reinventare il campo plurale del centrosinistra”. Ma le difficoltà come si superano? “Certo non è facile, la strategia si costruisce attraverso un rapporto che a volte può essere anche faticoso, bisogna chiarire che noi dobbiamo rispettare la loro autonomia e la loro storia e loro devono rispettare la storia e la pluralità di idee e di culture politiche che ci sono all’interno del Pd”.

Questione di legge elettorale

Insomma, bisogna prendere il meglio dai Cinque Stelle. “Il tema è come stabilizzare il M5s nel campo progressista – argomenta Smeriglio – però bisogna prendere atto del fatto che si tratta di una forza che è passata dal sovranismo all’europeismo, che pone temi sociali molto importanti come ad esempio il reddito di cittadinanza, che può essere utile alla riflessione nel centrosinistra sui temi ambientali e dell’ecologia e anche della giustizia, che sono le loro peculiarità”.

Quindi per Smeriglio “ha ragione Zingaretti, se vogliamo essere competitivi con questa legge elettorale abbiamo la responsabilità di costruire un campo più largo che non escluda il M5s”. E se si andasse con il proporzionale? “Guardi – risponde l’ex vicepresidente del Lazio – ora c’è questa legge elettorale e bisogna lavorare con questa legge elettorale, ma a livello locale, ad esempio, in Lombardia e nel Lazio c’è una legge elettorale che prevede che vince chi prende un voto in più e bisogna prendere atto di questo”.

Laboratorio Lazio

E poi ci sono le questioni locali, romane e laziali, di cui Smeriglio è grande conoscitore. L’europarlamentare parla di “un laboratorio Lazio”, riferendosi al governo della Regione dove convivono il Pd, i Cinque Stelle e forze di sinistra. “Senza un accordo vince la destra e con il M5s si può governare bene e in tranquillità come ci dimostra il caso della Regione Lazio”. Arriviamo dunque al tema caldo del termovalorizzatore, annunciato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri del Pd, avversato dai grillini.

“Il sindaco in questi giorni sta operando nel migliore dei modi, con l’ascolto e la mediazione, la bussola deve essere la normativa europea, che prevede una chiusura circolare del cerchio dei rifiuti e il ricorso all’inceneritore solo per i residui, è su questo che bisogna fare una sintesi, nessuno strappo con il M5s”.