Politics Zero sindaci del Pd. Aveva ragione Grillo a dire “sono morti”

Zero sindaci del Pd. Aveva ragione Grillo a dire “sono morti”

di Sara Greta Passarin

Il Partito democratico senza nemmeno un sindaco nelle grandi città d’Italia. Sarà questa la situazione dopo le comunali di ottobre? Uno scenario non irrealistico se si guarda da vicino. Beppe Sala, neo iscritto ai Verdi e di fatto volto più importante del partito ambientalista, è il candidato sindaco di Milano. Virginia Raggi, grillina di ferro, punta dritta al bis al Campidoglio. Roberto Fico o Sergio Costa, uomini forti del Movimento, sono decisi a mettere le mani su Napoli. E il Partito Democratico, fino ad ora, che nomi vincenti esprime per la carica di primo cittadino? Sembrerà incredibile, ma ad oggi ancora nessuno.

Sotto la Madonnina il sindaco uscente Beppe Sala ha imposto la sua ricandidatura e spiragli o la volontà di scaricarlo, oggi, non ce ne è. La questione in gioco, semmai, sono i rapporti di forza da calibrare nel centrosinistra milanese: magra consolazione per il Pd vista l’importanza strategica della città. Poi c’è la questione Roma, dove il caos nei dem sta prendendo il sopravvento su tutto. L’ex ministro dell’economia Roberto Gualtieri, ufficializzato Letta segretario, ha gettato nell’arena politica la sua disponibilità a candidarsi senza pensarci troppo e sicuro dell’appoggio del partito. Peccato che l’ex premier non sapesse nulla della sua iniziativa. E che per questa ragione, di lì a poco, ha subito una battuta d’arresto. “È l’ultimo colpo di coda del duo uscente Zingaretti-Bettini” viene fatto filtrare dal Nazareno. Quel che è certo è che una possibile candidatura dell’ex ministro, considerata da molti del Pd “forte e credibile”, è stata azzoppata da questa frenata. “Il nuovo segretario del Pd Enrico Letta non ha ancora preso in mano il dossier amministrative” è quanto ha fatto sapere lo staff di Letta. La scelta definitiva? Rimandata ad aprile.

Se Roma piange, Napoli non ride. In Campania dopo i due mandati di Luigi de Magistris, un cambio di fase per la città è necessario. Ma Napoli è la città di Roberto Fico (leader dell’anima sinistra grillina), nella regione di Luigi Di Maio e degli ex ministri Vincenzo Spadafora e Sergio Costa. Qui i grillini premono per esprimere il sindaco e in pole position – per la coalizione di centrosinistra – troviamo Costa, ora libero da incarichi politici, e il presidente della Camera Roberto Fico (che sogna da anni la poltrona di sindaco di Napoli). Nel Pd invece l’unica proposta in campo (per ora) è un vero e proprio ritorno al passato: l’intramontabile Antonio Bassolino si è fatto avanti. Un politico conosciutissimo a Napoli, e che ha un bacino di voti sicuro, ma non certo il nuovo che avanza.

Rimangono quindi Torino e Bologna, grandi città “minori” dove il Pd potrebbe esprimere un sindaco più facilmente. Ma neanche qui la salute del centrosinistra è buona. A Torino l’unica figura forte, che però non si ripresenterà, è la sindaca di Torino Chiara Appendino (ora autosospesa dal M5S dopo la condanna giudiziaria in primo grado). Chi nel Pd si è proposto per sostituirla è Stefano Lo Russo, capogruppo del partito in Sala Rossa, che però è osteggiato da una buona parte del suo partito. Le sue posizioni giudicate in molti casi anti-ambientaliste (specie sulla questione smog e nuova Ztl in centro) hanno sempre fatto discutere e rendono complicata anche una trattativa con i grillini. Tanto è vero che nei dem torinesi sono in molti a cercare un’alternativa.

Infine c’è Bologna, città “roccaforte rossa” e che rimane tale alla luce dei fallitti tentativi leghisti di dare all’assalto all’Emilia-Romagna con Lucia Borgonzoni. Qui candidato sarà probabilmente del Pd (e questa è una notizia) ma è in corso una lotta tra Matteo Lepore, delfino dell’attuale sindaco Merola, e Alberto Aitini, assessore alla Sicurezza e più spostato verso posizioni centriste. Come finirà? Difficile a dirsi, ma per decidere c’è da fare i conti anche con il mondo grillino. Che nella città emiliana è rappresentato dai consiglieri Marco Piazza e Massimo Bugani. Quest’ultimo, ex socio dell’associazione Rousseau di Casaleggio, ancora molto vicino al grande ex Alessandro Di Battista.

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