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Reinventing Cities Milano, chi pagherà l’headquarter di Ferrovie Nord da 60 milioni?

Chi pagherà l'headquarter da 60 milioni di euro di Ferrovie Nord in Bovisa? Sul progetto di Reinventing Cities Milano la domanda resta.

Il gruppo non rilascia dettagli e, per ora, preferisce non commentare. Ma la domanda, a Milano, se la pongono in tanti: chi pagherà l’headquarter da 60 milioni di euro di Ferrovie Nord in Bovisa? La proposta economico-progettuale per la nuova sede direzionale della controllata di FNM arriva da Hines – la multinazionale americana del real estate – che si è aggiudicata l’area del “Nodo Bovisa” messa a gara nell’ambito di Reinventing Cities, il bando internazionale promosso dal Comune e dalla rete delle grandi città nel mondo “C40”. Un progetto visionario sul quartiere che ospita stazione e Politecnico di Milano.

Reinventing Cities Milano, il progetto “Mo.Le.Co.La”

“Laboratorio urbano” lo ha definito Palazzo Marino parlando di “Mo.Le.Co.La” (Mobility, Learning, Community, Lab). La sintesi? Un hub di interscambio modello tra mobilità su ferro, trasporto pubblico e smart mobility, in grado di riconnettere le aree ad est e ovest della stazione; un insediamento complementare al campus universitario e al nuovo distretto tecnologico che il Politecnico di Milano realizzerà nell’area della Goccia.

Inoltre è previsto un progetto di comunità, dove gli abitanti e gli studenti rendono attivo l’insieme di nuovi edifici e servizi; un laboratorio, inteso come spazio pilota, per testare nuove soluzioni tecnologiche. Presentato da Hines con il supporto di Park associati, Habitech, ESA Engineering, Bollinger+Grohmann, Mobility in chain, Greencure, Istituto per la ricerca sociale (IRS), Schneider electric, A2a Calore e servizi, Woodbeton e Ammlex.

Progetto per Bovisa, resta il “nodo Ferrovie Nord”: chi pagherà la sede?

Rimane solo un dubbio in città che è un cruccio anche per gli addetti ai lavori: chi pagherà la sede direzionale della società che gestisce parte della rete ferroviaria lombarda decisa a piantare la propria bandiera in Bovisa spostandosi da Cadorna in centro a Milano? Perché il tema sono, banalmente, i soldi.

Ferrovie Nord aveva fatto espressamente scrivere nel bando di gara che la struttura non sarebbe dovuta costare più della cifra offerta per il diritto di superficie per 90 anni dai vincitori. Un modo di dire: noi ci mettiamo l’area, ma vogliamo gratis l’headquarter. Hines ha offerto per il lotto di Ferrovie 17,7 milioni.

Ma quando il 7 aprile la giuria internazionale ha aperto la busta contenente l’offerta economica per la nuova sede, ecco la sorpresa: 60 milioni di euro. Cifra tonda. Chi mette la differenza? Si costruirà ancora il polo da 10mila mq di superficie lorda convenzionale, con tecniche costruttive di ultima generazione e che possa ospitare 700 dipendenti con “soluzioni innovative in ambito di distanziamento sociale e smart working, di qualità architettonica” come si legge da descrizione tecnica? Oppure salterà uno dei tasselli del mosaico e non se ne farà nulla? Hines non commenta. Ferrovie neppure. In silenzio si cercano soluzioni. Più facili da trovare, sicuramente dei soldi.