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Il giudice del “caso Salvini” che manda in tilt buonisti, sovranisti e pasdaran del lockdown

Nunzio Sarpietro assolve Salvini dal sequestro di persona per nave Gregoretti. Il leghista: “Un giudice che studia”. Ma sul caso Open Arms...

La notizia? Sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Matteo Salvini, imputato con l’accusa di sequestro di persona. È la decisione del Gup di Catania, Nunzio Sarpietro, letta nell’aula bunker del carcere di Bicocca, a conclusione dell’udienza preliminare per il caso della nave Gregoretti. Al centro del procedimento nei confronti dell’ex ministro dell’Interno i ritardi nello sbarco, nel luglio del 2019, di 131 migranti dalla nave della Guardia costiera italiana nel porto di Augusta, nel Siracusano. “L’Italia è l’unico Paese dell’Ue dove la sinistra politica ha mandato a processo un ministro non per reati corruttivi, ma per scelte di governo. Abbiamo la sinistra più retrograda del Continente europeo che usa la magistratura per vincere le elezioni dove non riesce a vincerle. Spero che la sentenza sia utile agli amici del Pd e del M5S, le battaglie si vincono o in Parlamento o nelle campagne elettorale”. Così ha dichiarato a bruciapelo il leader della Lega. Aggiungendo che “Il Giudice ha studiato lavorato e si è preso le sue responsabilità. Mi spiace solo per i denari che sono costati ai cittadini italiani queste giornate”. Gioia quindi dalle parti del Carroccio, per aver trovato sulla propria strada una toga non ideologizzata.

Nunzio Sarpietro, le ong e l’immigrazione irregolare

Chissà se è lo stesso giudice che “ha studiato” e si è preso “le sue responsabilità” quando ha salvato le ong del mare da infamanti accuse? È il 18 marzo 2018 quando la Procura di Catania – ossessionata sotto la guida del procuratore Carmelo Zuccaro dal dimostrare che le organizzazioni non governative abbiano disegni diversi da quelli umanitari – dispone il sequestro preventivo dell’imbarcazione Open Arms della ong Proactiva nel porto di Pozzallo. Iscrivendo nel registro degli indagati la capo missione, Ana Isabel Montes, e il comandante della nave, Marc Reig Craus, in concorso con Gerard Canals, il coordinatore generale. Li accusano di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Ed essendo appena passate le elezioni del 4 marzo che incoronano Movimento Cinque Stelle e Lega, i due partiti fautori del teorema “taxi del mare”, c’è chi legge il sequestro anche come un messaggio politico. L’apertura di una nuova stagione rispetto ai soccorsi italiani nel Mediterraneo. A condurre le indagini a Catania è il pm Fabio Regolo, già nell’Esecutivo Nazionale della corrente di “Magistratura Democratica”. Una toga rossa, si direbbe.

Nunzio Sarpietro ha tolto l’associazione a delinquere alla ong Proactiva

Passano pochi giorni quando il Presidente dell’ufficio Gip di Catania è chiamato ad esprimersi. Dà agli inquirenti una lezione di diritto, spiegandogli che per contestare l’associazione a delinquere “viene a mancare l’elemento essenziale del dato numerico dei tre associati” (tra i tanti elementi che non tornavano in particolare uno dei tre indagati si trovava in Spagna al momento dei fatti). Prende il fascicolo e spedisce tutto a Ragusa per competenza territoriale. Dove un altro Gip, Giovanni Giampiccolo, ordinerà il dissequestro della motonave Open Arms. Come si chiamava questo magistrato? Nunzio Sarpietro. Che oltre ad ammazzare nella culla la fantasiosa inchiesta dei pm catanesi – indagine che aveva suscitato in Matteo Salvini un moto di felicità, come sempre – scrive anche che è stata condotta sin dalle prime ore con “mancanza di seri elementi probatori circa la ricorrenza del delitto”. Ma del resto è la prassi: basti pensare che gli indagati spagnoli, interrogati senza sapere quale reato gli fosse contestato, hanno dovuto anche sorbirsi la traduzione da parte di un sostituto commissario di Polizia, di nome Fernando Perino, che si è fatto carico di un’immediata traduzione orale dall’italiano allo spagnolo del verbale in assenza di un interprete.

Nunzio Sarpietro beccato al ristorante in lockdown

Per non parlare del terzo Nunzio Sarpietro di questa storia. Quello che viene pizzicato a pranzo al ristorante in pieno lockdown dagli inviati de Le Iene, mentre pasteggia con la figlia e il fidanzato nonostante la zona arancione. Lui e il fidanzato della figlia hanno fornito le proprie spiegazioni ma, insomma, non una gran bella figura per un alto esponente della legge e dello Stato di diritto. Ora rimane solo una domanda: in uno degli sport nazionali preferiti dagli italiani – tirare per la giacchetta magistrati e pm – il dottor Sarpietro è un magistrato “buonista”, “sovranista” o “no vax”?