E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Non importa quel che farà il generale Vannacci. Perché? Perché è semplicissimo, lineare. L’uomo, bisogna ammetterlo, ha una sua testarda e cocciuta coerenza. Farà un partito di destra. Identitario. Fine. E non importa neppure quel che farà Fratelli d’Italia, che a questo punto – essendosi potuta Giorgia Meloni allargare dalla casella identitaria a quella della destra moderata – dovrà blindare molto bene i propri “recinti”. Fin qui, le mosse della Meloni e di Vannacci sono assai scontate.
Il punto, l’incognita, è quello che farà Matteo Salvini. E’ tutto là, altro non c’è. Salvini che incassa un tradimento (ma per il quale l’operazione politica alle Europee ha pagato in termini di salvataggio dal tracollo), deve ora decidere che cosa fare. Da una parte ci sono i governatori del Nord che premono forte: torna da noi, torna alla lega originaria. Dall’altra parte c’è l’aspirazione ad essere un movimento sovranista nazionale, posizionamento sul quale ha collocato la Lega anche a livello europeo. E’ tutta qui l’incognita, e pure la sfida politica, di Matteo Salvini. Una sfida durissima, ardua, nella quale bisogna prendere decisioni e nella quale l’unica scelta che non si può permettere di fare è quella di non scegliere.
Lo spazio c’è: il Nord è sempre più distante, abbandonato, lontano dai fasti di Roma, sia per la destra al governo che per la sinistra all’opposizione. Eppure si dibatte nei problemi del carovita, delle case, dell’impoverimento ed espulsione della classe media. Ci sarebbe da fare. Manca qualcuno che lo faccia, politicamente. Si vedrà se questo qualcuno sarà Matteo Salvini.
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