Ministro d’Incà:”Ecco il piano del Governo per combattere l’astensionismo”. Scarica in anteprima il progetto

Election pass, election day, voto anticipato presidiato. Ecco i tre punti della rivoluzione digitale del governo per ridurre l’astensionismo.

Election pass, election day, voto anticipato presidiato. Ecco i tre punti della rivoluzione digitale del governo per ridurre l’astensionismo. Negli scorsi giorni il ministro per i Rapporti con il Parlamento con delega alle riforme Costituzionali, Federico d’Incà del M5s, ha presentato alla Commissione Affari Costituzionali della Camera la tessera elettronica, ispirata al Green Pass, per permettere ai cittadini che vivono lontano dal proprio comune di residenza di votare in qualunque parte d’Italia.

L’idea, elaborata da una Commissione di esperti presieduta dall’ex ministro per la funzione pubblica Franco Bassanini, rientra in una serie di proposte del governo per combattere il fenomeno dell’astensionismo. Tendenza analizzata nel libro bianco sull’astensionismo “Per la partecipazione dei cittadini”, un dettagliato dossier stilato dalla Commissione guidata da Bassanini e istituita dal ministro D’Incà.

Ministro D’Incà: “Astensionismo in costante aumento”

“Il fenomeno dell’astensionismo purtroppo è in continuo aumento – dice D’Incà a True-News.it – basti pensare che nei primi anni ’50 la partecipazione alle elezioni politiche era al 92% e ora siamo al 72%, ma la situazione è sempre più problematica: penso alle suppletive della Camera nel seggio di Roma centro del 16 gennaio scorso, dove abbiamo registrato un’astensione dell’88%”.

L’astensione si divide tra volontaria – il non voto di protesta – e involontaria, a cui contribuiscono in gran parte proprio i fuorisede e le persone con difficoltà motorie e di salute. “Finiscono nell’astensionismo involontario 4,2 milioni di persone in difficoltà e 4,5 milioni di persone che studiano o lavorano fuori dal comune di residenza”, prosegue il ministro.

L’election pass sulla scorta del green pass

Per questo motivo la prima contromisura è ricorrere “al sistema dell’election day, con due momenti elettorali all’anno, tra maggio e giugno e tra settembre e ottobre”, spiega D’Incà.

Ma non basta. Perciò il governo si ispira al meccanismo del Green Pass per battezzare l’election pass. Il titolare dei Rapporti con il Parlamento e delle Riforme racconta a True-News.it come funzionerà il pass elettorale. “Si tratta di un certificato elettorale digitale che potrà essere stampato in forma cartacea o scaricato sullo smartphone come accade con il Green Pass, ma soprattutto potrà essere usato dai cittadini che vogliono partecipare con le nuove modalità di voto”.

Novità: voto anticipato presidiato

Tra le nuove modalità di voto c’è il voto anticipato presidiato. “L’idea – ci dice D’Incà – è quella di consentire agli elettori che non possono recarsi al loro seggio di votare in anticipo, in un range tra dieci e quattro giorni di anticipo, in apposite cabine allestite in sicurezza presso gli uffici postali. Dopo aver verificato tramite app il diritto al voto dell’elettore, la scheda sarà chiusa in una busta e trasmessa al seggio di residenza, dove verrà inserita nell’urna insieme alle altre schede”

Segretezza del voto e sicurezza informatica

Ma questo sistema garantisce la segretezza del voto e la sicurezza informatica? “Le Poste, per esempio, potrebbero essere una garanzia di sicurezza. Per quanto riguarda la parte informatica, useremo una tecnologia sicura e già rodata molto simile a quella del Green Pass”, risponde il ministro. “Un’altra possibilità garantita dal Pass sarà il voto nel giorno delle elezioni nello stesso comune ma in un seggio diverso dal proprio”, sottolinea D’Incà. L’election pass dovrebbe partire nel 2023 e sempre l’anno prossimo sarà sperimentato il voto digitale, più soggetto a rischi legati alla cybersicurezza.

Del voto digitale si sta occupando una commissione del Ministero dell’Interno, intanto con l’election day e l’election pass puntiamo a contrastare l’astensionismo, una delle malattie più gravi della nostra democrazia”, conclude il ministro.

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