Borrelli: da paladino verde della legalità a simbolo dell’incompatibilità

Borrelli, esponente dei Verdi, è diventato deputato e si dava per certa la voce delle sue dimissioni. Ma non è andata così

Perché potrebbe interessarti? Borrelli, l’esponente dei Verdi, consigliere regionale in Campania, è diventato deputato dopo le elezioni del 25 settembre e si dava per certa la voce delle sue dimissioni per fare spazio a Fiorella Zabatta. Ma, appena arrivato a Montecitorio, ha iniziato a essere più cauto. Così, dopo due mesi, è preda dell’incertezza: aspetta l’ultimo momento utile per scegliere.

Da paladino contro l’illegalità a simbolo dell’incompatibilità tra incarichi, il passo è breve. Con tanti cari saluti all’ipotesi di dimissioni per fare spazio alla collega di partito. Ne sa qualcosa Francesco Emilio Borrelli, deputato dell’alleanza Verdi-sinistra e ancora consigliere regionale in Campania, come risulta dal sito ufficiale. Si attendevano le dimissioni ad horas: sono passati mesi. Evidentemente un dilemma shakespeariano affolla la mente borrelliana: a Roma per rappresentare il popolo italiano, che lo ha eletto lo scorso 25 settembre, o a Napoli per farsi portavoce degli elettori campani che lo hanno portato in consiglio nel 2020 a suon di preferenze.

Borreli, bloccato in questa non scelta

E così bloccato in questa non scelta, resta tutto uguale, un colpo alla botte della Camera e l’altro al cerchio della Regione Campania. Intanto, suo malgrado, Borrelli è stato vittima di una deprecabile aggressione nei pressi della sua abitazione, investito da uno scooter. L’ennesimo atto violento nei suoi confronti, frutto di ritorsioni per l’impegno a favore della legalità e contro la camorra nel suo territorio. Così, dopo l’ennesimo episodio del genere, gli è stata assegnata la scorta come misura di protezione. Una brutta storia di un esponente politico in prima linea nel contrasto alla criminalità a vari livelli, dalla più piccola alle organizzazioni più note.

Borrelli si sarebbe dimesso per continuare il lavoro sul territorio

Ma l’instancabile, quanto meritorio, sforzo contro la criminalità non può nascondere a lungo l’ombra dell’incompatibilità, anche se ufficialmente ci sono tre mesi di tempo per decidere (dalla data delle elezioni). Quindi con una scadenza prevista esattamente a Natale. Fatto sta, che a poco meno di due mesi dall’ingresso alla Camera Borrelli a conservare il doppio ruolo, smentendo l’idea che era a lungo circolata: lasciare Montecitorio per fare spazio a Fiorella Zabatta, già vice sindaca di Pozzuoli, che pregustava la possibilità di approdare nella Capitale, indossando per la prima volta le vesti della parlamentare.

Borrelli, L’accordo informale con Zabatta

Secondo quanto si mormora era un accordo informale, un patto non scritto. Per tutta la campagna elettorale si diceva che, in caso di elezione, Borrelli si sarebbe dimesso per continuare il lavoro sul territorio, nella sua amata Regione Campania. Fin dalla sera delle elezioni, l’ipotesi veniva data praticamente per certa: Borrelli voleva solo dare una mano a Zabatta, per cui – sempre stando ai rumors – voleva fungere da portatore d’acqua, in virtù della stima che ripone nei suoi confronti. L’acqua è stata portata, ma… solo al suo mulino. Almeno per ora. Il motivo? Chissà. Certo è che, appena assaggiati i piaceri degli arazzi di Montecitorio, l’orientamento di Borrelli è cambiato, con un approccio di grande cautela. A metà ottobre, di fronte alla possibilità di dimettersi, il deputato e consigliere regionale ha affermato: «Prenderemo la decisione migliore nell’interesse della collettività». Un lessico da equilibrista poco consono per chi fa delle battaglie mediatiche il suo vessillo. Non a caso è trascorso un altro mese e mezzo, e la vicenda è finita nell’oblio.

 

Il caso non è così semplice da risolvere

Il caso non è peraltro così semplice da risolvere, perché la permanenza di Borrelli a Montecitorio avrebbe un doppio effetto, personale e politico: lasciare a casa Zabatta (che comunque non ha proferito sillaba sulla situazione) e far perdere una casella ai Verdi nel consiglio regionale della Campania. Al suo posto è pronto a subentrare infatti Roberta Gaeta, prima dei non eletti nella circoscrizione. Il problema è che rappresenta Demos, il partito centrista che alle Regionali campane si è presentato in alleanza con gli ecologisti. Lei spera nell’infatuazione di Borrelli per il Parlamento, visto che a un certo punto dovrà mollare una delle due poltrone. Perché le leggi, come quella sull’incompatibilità, vale pure per gli eroi della legalità.