Home Politics Olimpiadi, Milano blindata per l’arrivo dei Capi di Stato. Il piano di sicurezza

Olimpiadi, Milano blindata per l’arrivo dei Capi di Stato. Il piano di sicurezza

Olimpiadi, Milano blindata per l’arrivo dei Capi di Stato. Il piano di sicurezza

Milano si prepara a vivere ore ad altissima tensione. Mentre la fiamma olimpica percorre gli ultimi metri del suo viaggio prima dell’inaugurazione ufficiale, il capoluogo lombardo si trova trasformato in una vera e propria cittadella fortificata. L’arrivo dei Capi di Stato e dei massimi vertici internazionali – tra cui JD Vance, vicepresidente americano dell’amministrazione Trump, accompagnato dalla moglie Usha, e il segretario di Stato Marco Rubio, insieme ai Reali olandesi, il presidente svizzero Guy Parmelin e il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – impone l’attivazione di un piano di sicurezza senza precedenti.

Superstrade chiuse e disagi per l’arrivo dei potenti

In questa cornice, la vigilia olimpica non è decisamente iniziata sotto il segno della normalità. A Malpensa, proprio nelle ore cruciali che precedono la cerimonia di apertura allo stadio San Siro, si consuma il classico copione delle grandi occasioni internazionali: viabilità stravolta, automobilisti imbufaliti, superstrada 336 interdetta tra le 10:50 e le 12:30 del 5 febbraio, per consentire il passaggio in sicurezza dei convogli dei potenti della terra. “Problemi alla circolazione e deviazioni sono programmate”, avvisano le autorità, mentre gli agenti supervisionano gli snodi chiave di Somma Lombardo, Cardano al Campo, Gallarate e Busto Arsizio, costringendo chi viaggia a slalom spesso imprevedibili e code a non finire.

I dettagli delle chiusure: cronaca di una paralisi temporanea

Il dettaglio operativo fotografa la situazione di stallo: per la strada statale 336 il blocco interessa il tratto dal Km 6+300 (Uscita Malpensa Cargo City) fino al Km 0+000; per l’autostrada A8, la chiusura si estende dal chilometro 25+600 (interconnessione con la A36 Pedemontana) fino al Km 18+000 (Svincolo Castellanza). Non va meglio sull’A9, dove la corsia verso l’A8 in direzione Milano si chiude al chilometro 11+000. “Oltre alla sospensione del traffico, ci sarà il presidio della Polizia” spiegano, anche con reparti rafforzati nei punti nevralgici.

Proteste organizzate: le “Utopiadi” e la vigilanza rafforzata

Ma non ci sono solo i capi di Stato a scuotere l’aria di Milano. Con la fiamma olimpica arriva, come una slavina, il palinsesto parallelo di proteste: dal 5 all’8 febbraio, la rete ‘Comitato insostenibili olimpiadi’ (collettivi studenteschi, centri sociali, associazioni) ha organizzato le ‘Utopiadi’, una sorta di contro-evento con manifestazioni “in luoghi ancora segreti”.

Giovedì 5 febbraio scocca il primo atto: la contestazione dell’arrivo della fiaccola a Milano, con slogan mirati come “Show Israel the red card”. Si punta a denunciare la “fiaccola della vergogna e del silenzio complice”, per “denunciare la presenza di Israele nella manifestazione olimpica e i suoi sponsor complici del genocidio”. Particolarmente teso il passaggio del corteo davanti all’Università Statale di via Festa del Perdono (alle 18), tappa particolarmente simbolica e sorvegliata.

Il giorno seguente, 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione, la tensione si alza: alle 9:30 via a una manifestazione studentesca contro la presenza degli agenti dell’Ice, con lo slogan ‘Milano vi schifa’ in piazza Leonardo da Vinci. In serata, fiaccolata anti-olimpica in viale Mar Jonio, vicina allo stadio di San Siro dove, alle 20, scatterà la cerimonia ufficiale. Ma il ‘volatone’ è atteso per sabato 7 febbraio: corteo nazionale dalle 15 in piazza Medaglie d’Oro, a un chilometro e mezzo dal Villaggio olimpico, vero epicentro delle contestazioni e, prevedibilmente, anche della presenza massiccia delle forze dell’ordine.