Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto a Firenze la laurea magistrale honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” presso l’Università di Firenze. La cerimonia si è svolta al Teatro del Maggio musicale fiorentino, in occasione del 150esimo anniversario della fondazione della Scuola di scienze politiche Cesare Alfieri. Mattarella è stato accolto dalla sindaca Sara Funaro, dalla prefetta Francesca Ferrandino e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Dopo la premiazione, il presidente ha visitato l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea.
L’intervento del presidente: il rischio della “tirannide cesarista”
Nel suo discorso, Mattarella ha reso omaggio a Silvano Tosi, allievo e poi docente della scuola, citando un passaggio dalla prefazione di Tosi a “Democrazia in America” di Alexis de Tocqueville. “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo.” Mattarella ha sottolineato come questa riflessione, scritta nel 1957, mantenga ancora oggi una forte attualità: “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione.”
L’attualità delle sfide globali
Il presidente si è soffermato sui mutamenti delle dinamiche di potere globali, osservando che “oggi i protagonisti degli scenari globali sono soggetti tecnologici e finanziari” e che spesso questi due aspetti tendono a fondersi. A suo avviso, “non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati.” Mattarella ha quindi messo in guardia dal “tentativo di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il ruolo positivo dei secondi”.
L’importanza della formazione civica
Richiamando le parole del fondatore della Cesare Alfieri, il capo dello Stato ha sottolineato come oggi sia “quanto mai essenziale” che i docenti forniscano ai giovani “buone vettovaglie” e “buone armi per tutta la campagna della vita militante”. Secondo Mattarella, la contemporaneità impone sfide “rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali”.
Il richiamo agli organismi sovranazionali
Il presidente ha ribadito più volte la necessità di difendere il ruolo degli organismi sovranazionali, sottolineando che “la pretesa di agire al di fuori di questi organismi contribuisce ad una erosione della sovranità degli Stati nazionali e indebolisce quel sistema di garanzie costruito dopo la seconda guerra mondiale”. In chiusura, Mattarella ha invitato a non “lasciare che il mondo torni alla barbarie”, suscitando una lunga ovazione tra i presenti.
Mattarella è stato visto alla stazione di Santa Maria Novella prima della cerimonia, accolto da un breve applauso dei viaggiatori. L’intervento del presidente, tra citazioni storiche e appelli civili, ha segnato un forte momento di riflessione sul presente e sul futuro delle istituzioni democratiche.
