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“Quando si voterà in Lombardia? Nel 2028”. Potremmo chiuderla anche così, dopo l’intervista ad Attilio Fontana, presidente della Regione, a cui mancano ancora due anni pieni di mandato. In un’intervista a Milanoquotidiano.it il Presidente della Regione ha tirato secco: “Votare prima? Se ci fosse una buona ragione, io la valuterei. Ma non c’è, quindi si voterà nel 2028”. E allora, perché si continua a parlare di elezioni anticipate al 2027? La motivazione è semplice, ed è legata proprio al futuro di Fontana.
Ecco perché difficilmente Meloni potrà andare al voto prima del 2027
C’è chi dice – e sarebbe cosa anche logica, dopo 10 anni alla guida della più grande regione d’Italia – che la Lega gli offrirà uno scranno senatoriale. Tradotto: un posto da senatore. Ma per le politiche si voterà prima. Alcuni rumors parlavano di una data antecedente alle amministrative di maggio/giugno 2027. C’è però chi ha indotto a una riflessione interessante. I parlamentari maturano il diritto all’assegno vitalizio (ora denominato trattamento pensionistico contributivo) dopo 4 anni 6 mesi e 1 giorno di mandato. E quando finiscono questi agognati 4 anni 6 mesi e 1 giorno? Per la precisione, il 14 aprile 2027. Dunque, se anche Meloni volesse anticipare il voto delle politiche, si troverebbe tutti contro, suoi parlamentari compresi.
Del resto, andare a votare insieme alle comunali non è qualcosa che Giorgia Meloni pare intenzionata a voler fare: nel 2027 vanno al voto Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli. Che cosa vuol dire questo? Facciamo due conti.
Il corpus degli elettori potenziali delle cinque città è di circa 5 milioni e 100mila persone. L’affluenza media delle ultime amministrative è stata del 48,4 per cento. Il che porterebbe a una stima di voti espressi di 2 milioni 453mila persone. Ma le politiche alzano l’affluenza, che potrebbe aggirarsi sul 60 per cento. Risultato finale: il peso delle 5 città sul totale italiano si aggira sull’11 per cento. Perdere male, per il traino del voto locale vorrebbe dire rischiare non poco.
Dunque, tra la pensione dei parlamentari e il voto locale, l’unica alternativa sembrerebbe essere ottobre, quando peraltro finisce naturalmente la legislatura. Se fosse ottobre 2027, non ci sarebbero problemi per la Regione Lombardia. Né per Attilio Fontana, che sarebbe obbligato nel caso a scegliere tra il Senato e la Regione dopo la costituzione della commissione per le incompatibilità. Per la precisione, entro 30 giorni. Ma quando viene costituita la commissione per le incompatibilità? Qui si entra nel tecnico, ma non c’è un termine preciso. Dunque, tra costituzione della giunta e 30 giorni di opzione per scegliere, tranquillamente si arriverebbe al 2028, vicini alla naturale scadenza del mandato regionale.

