La Polizia di Stato ha eseguito 54 arresti in una maxi operazione contro la ’ndrangheta sviluppatasi tra Calabria e Lombardia. I provvedimenti, attuati questa mattina in cinque regioni, hanno interessato le province di Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Milano, Rovigo e Viterbo. L’azione operativa ha mostrato una dimensione ampia e una simultaneità esecutiva nei diversi territori coinvolti, con l’obiettivo di colpire soggetti collegati, a vario titolo, alle condotte criminali ipotizzate.
Le accuse: dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti
Gli indagati rispondono a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso e di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il quadro accusatorio comprende una lunga serie di reati: tentato omicidio, lesioni aggravate, ricettazione, danneggiamento aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, detenzione di materiale esplodente ed estorsione. Sono inoltre contestati i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento personale, trasferimento fraudolento di valori e uccisione di animali. Tutte le contestazioni risultano aggravate dal metodo o dall’agevolazione mafiosa.
Armi, droga e crudeltà sugli animali
Nel materiale video collegato all’operazione sono stati documentati tasselli fondamentali dell’attività investigativa, come il trasporto in Brianza di 80 chili di stupefacenti e la scoperta di arsenali di armi. Le immagini mostrano anche episodi di cruda violenza, tra cui l’uccisione a colpi di pistola di alcuni cani. Tali riscontri visivi, insieme alle prove raccolte sul traffico di droga e sui reati contro il patrimonio e la persona, delineano il perimetro di un intervento che ha colpito duramente le proiezioni della criminalità organizzata calabrese nel Nord Italia.
